giovedì 11 aprile 2019

In due Bocconi, video & presentazione


Ecco il video dell'incontro in Bocconi, pubblico numeroso e attento, chapeau.
https://www.facebook.com/EcodelBunker/videos/853128048368872/?permPage=1








Presentazione

 The European Economic Constitution (the facto, I am not concerned with the legal aspects)
        Traditional targets of economic policy: full employment and price stability (and the equilibrium of the balance of payments)
        Traditional (macroeconomic) instruments: monetary policy, fiscal policy (and exchange rate policy)
        Assignment of instruments to objectives in the European economic and monetary union (EMU)
        Monetary policy (independent CB) à price stability
        Fiscal policy à neutral (or restrictive bias)
        National reforms/competition à full employment

lunedì 25 marzo 2019

Antonella Stirati sul reddito di cittadinanza

Da Eguaglianza & Libertà 25 marzo 2019

Reddito di cittadinanza, non sparate sul governo

Come funziona e un’analisi dei pro e dei contro: Ci sono sia gli uni che gli altri, ma non si può bocciare senza appello una misura che allevierà le condizioni di un numero elevato di persone, da 2,7 milioni (stima Istat) a 3,6 (secondo l’Upb). Il confronto con gli impieghi alternativi e le ipotesi sui moltiplicatori fiscali, che potrebbero essere migliori di quelli dichiarati dall’esecutivo

venerdì 15 marzo 2019

Intervista a Ilsussidiario.net

 Intervista a Ilsussidiario.net. Titoli redazionali

FINANZA & UE/ Draghi aiuta la corsa dell’Italia nella nuova Commissione

Non solo incarichi nella nuova Commissione europea, si comincia già a parlare della successione di Mario Draghi alla guida della Bce

15.03.2019 
Mario Draghi, presidente della Bce, con Pierre Moscovici, commissario europeo (LaPresse)
draghi moscovici lapresse 2018Mentre Luigi Di Maio ha già lanciato la corsa dell’Italia ad aggiudicarsi la poltrona di Commissario europeo all’Industria, Il Sole 24 Ore fa i nomi di chi potrebbe prendere il posto di Mario Draghi alla guida della Bce: non solo Jens Weidmann, ma anche Benoît Coeuré e l’ex Commissario Olli Rehn. «Non sono un politico, ma non so se fare queste dichiarazioni estemporanee serva a molto. Queste cose vanno preparate. Certamente avere più poltrone possibili è una cosa importante: francesi e tedeschi sono molto attenti a questo aspetto. L’Italia forse non ha fatto abbastanza finora su questo fronte», è il commento di Sergio Cesaratto, Professore di Economia politica all’Università di Siena, alle parole del vicepremier M5s.
Cinque anni fa è però riuscita a far eleggere Federica Mogherini Alto rappresentante per gli affari esteri…
Forse allora il Partito democratico ha fatto una scelta sbagliata, puntando ad avere un posto apparentemente importante, ma che nei fatti conta poco, quando poteva magari avere un’altra carica di rilievo.
L’Italia, che appare isolata in Europa, può avere la forza di ottenere una carica importante, considerando anche che a ottenere più voti sarebbe un partito, la Lega, certo non visto bene da Bruxelles?
L’Italia è un po’ isolata, ma sono anche le politiche europee ad averci messo in questa situazione. Penso che molto dipenderà anche da quale maggioranza ci sarà nel Parlamento europeo, se ancora Ppe e Pse avranno il peso attuale e quindi avranno voce in capitolo nella Commissione. Di certo non si potrà escludere l’Italia dall’assegnazione degli incarichi e l’avvicinarsi della scadenza del mandato di Draghi potrebbe anche favorire un riequilibrio di quelli più importanti all’interno dell’Europa. Credo che quindi si potrà avere anche qualcosa in più del Commissario all’Industria. Per noi sarebbe importante il Commissario agli Affari economici e finanziari.
A proposito della scadenza del mandato di Draghi, stanno già circolando i nomi dei suoi possibili successori. Cosa ne pensa?
La figura del Presidente è fondamentale. L’ideale sarebbe riuscire a non aver un tedesco, un francese o un rappresentante dei paesi nordici, che sono di fatto espressione della posizione della Germania. Forse la nomina di un banchiere centrale irlandese potrebbe essere lo scenario migliore per noi.
Resta il fatto che Draghi lascerà il suo incarico senza mai aver rialzato i tassi di interesse. Difficile pensare che anche il suo successore possa non farlo.
Molto dipenderà anche da come andrà l’economia. Il problema per noi è che lo spread italiano resta a un livello troppo alto. Cosa che di fatto comporta un maggior esborso per spese su interessi, risorse che potrebbero invece essere usate per sostenere la domanda interna. Abbiamo quindi minor crescita e aggravio del debito, la cosa peggiore che possa esserci: in questa situazione non potremo mai ridurre il rapporto debito/Pil. Questo è il tema che l’Italia dovrebbe sollevare ed è assurdo che l’Europa tolleri questa situazione.
Cosa occorrerebbe fare?
Il capo economista della Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, aveva proposto un grande accordo tra Italia ed Europa e credo sarebbe la strada giusta. Noi dovremmo impegnarci a non aumentare il rapporto debito/Pil e a lentamente farlo scendere, ma da parte sua l’Europa dovrebbe garantire il debito pubblico italiano, facendo in modo che lo spread si riduca a 50 punti. Questo vorrebbe dire che l’Italia potrebbe ricominciare a spendere, a sostenere il Pil con i risparmi derivanti dal minor costo per gli interessi sul debito, di fatto riducendo appunto il rapporto debito/Pil.
Un qualcosa che oggi appare impossibile da realizzare…
Esatto, anche perché in un momento in cui l’economia europea sta andando male, i tedeschi continuano a fare politiche di bilancio restrittive. Da parte sua l’Europa non fa nulla per aiutare il nostro Paese. Anche gli osservatori internazionali dicono che non si può trattare in questo modo l’Italia, tra l’altro escludendola dalle trattative franco-tedesche sull’industria, pretendendo poi che resti sorda alle proposte di investimenti della Cina. Su questo punto è però bene fare molta attenzione, perché i cinesi sono scaltri: non bisogna farsi abbindolare.
(Lorenzo Torrisi)

martedì 22 gennaio 2019

Cesaratto e Zezza sull'euro

Dalla buonista ed europeista Social Europe un e-book con un contributo con Gennaro Zezza (free download). Un mio commento critico sul convegno che fu alla base del libro è qui http://politicaeconomiablog.blogspot.com/2018/06/cronache-dal-workshop-di-berlino.html

STILL TIME TO SAVE
THE EURO
A NEW AGENDA FOR GROWTH AND JOBS
WITH A FOCUS ON THE EURO AREA’S FOUR
LARGEST COUNTRIES


Edited by
HANSJÖRG HERR, JAN PRIEWE AND
ANDREW WATT




https://www.socialeurope.eu/book/still-time-to-save-the-euro


Dall'introduzione dei curatori: In June 2018, the editors of this book organised a workshop on “Twin Reforms in the Euro Area – Structural Reforms in Member States and the Design of the Monetary Union”.1 We intended to identify “structural reforms” necessary in selected Member States (MS) of the European Monetary Union (EMU) – mainly the four large EMU economies – in a more concrete manner than how the term is used in the predominant terminology where the focus is mostly on cutting budget deficits and liberalising labour, goods and services markets.
Such structural reforms should be put in the context of reforming EMU’s design which is widely agreed to be incomplete, despite the reforms that have taken place since 2011 in the aftermath of the
global financial crisis. The search for the two layers of structural reforms, in MS and at EMU level, includes taking stock of reforms that have already started and identifying reform areas that are either
under debate or not even addressed as key issues in policy-making. Our debates include institutional and constitutional reforms of the European Union (EU) and EMU itself. The results of our analyses
are presented in this book. All authors aim to write intelligibly for non-professional readers as well, thus refraining from technical analyses but pointing to them in the references.