giovedì 2 aprile 2020

Una lezione sulla crisi

Lezione registrata il 1 aprile 2020 nell'ambito del corso del prof. (e amico) Paolo Pini a Ferrara (Paolo adotta le Sei lezioni come libro di testo)
https://drive.google.com/file/d/1Pv29QoA83fnnvy1sE6Hr_O-LDE5X_l41/view

domenica 22 marzo 2020

In ginocchio dal MES, articolo su Il Fatto quotidiano (su richiesta)



22 marzo 2020 su Il Fatto quotidiano col titolo redazionale: MES ipotesi pericolosa. Solo la BCE può evitare il disastro
L’Europa aveva cominciato molto male ad affrontare gli eventi che fanno seguito all’epidemia. In maniera ipocrita la Commissione aveva allentato i vincoli di bilancio (ora definitivamente sospesi), come se questi non sarebbero comunque saltati e come se la misura bastasse. Com’è noto, la possibilità per un governo di spendere in disavanzo dipende dai tassi di interesse che esso deve pagare sui debiti che contrae. I titoli tedeschi, considerati sicuri, pagano un tasso di interesse negativo. Invece, appena il governo italiano si azzarda a spendere troppo, i tassi che paga schizzano verso l’alto. In aggiunta, la presidente della BCE Christine Lagarde con un’improvvida, ma non casuale, dichiarazione gettava benzina sul fuoco affermando che la BCE non era lì per frenare gli spread (il differenziale fra i nostri tassi e quelli tedeschi), cioè per aiutare l’Italia. Un cocktail micidiale si andava preparando per noi, quello del ricorso al MES. Il messaggio dei falchi europei agli italiani era chiaro: spendete pure per tirarvi fuori dalla crisi sanitaria, poi faremo i conti. Sull’orlo della bancarotta dovrete venire in ginocchio al capezzale del controverso Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), il cosiddetto fondo salva-Stati. Il MES non ha risorse sufficienti per salvare l’Italia, ma una volta che un Paese vi ricorre, la BCE può intervenire comprando i suoi titoli pubblici (il famoso “Whatever it takes” di Draghi). Ma il sostegno lo pagherete caro, con la ristrutturazione del debito pubblico prevista dallo stesso MES che ricadrà su banche e risparmiatori italiani, così la finirete di costituire una mina vagante per la stabilità finanziaria dell’eurozona. L’aiuto del MES sarà inoltre subordinato a un memorandum of understanding che porrà finalmente sotto controllo le vostre finanze pubbliche attraverso cure da cavallo – alla greca vien da dire, ma in realtà molto peggio perché dopo la crisi sanitaria saremo già moribondi.

giovedì 6 febbraio 2020

Specchietti per le allodole europeiste


Intervista a Il sussidiario. Nella conferenza stampa con Dombrovskis, Paolo Gentiloni sembrava il suo passacarte, ossequioso e con un inglese stentato. Ecco le mie reazioni a caldo. Ci sarà da approfondire nei prossimi mesi e magari far finta di partecipare.

europa_unioneeuropea_commissione_lapresseNUOVE REGOLE UE/ Le finte soluzioni ai danni causati da Bruxelles

- int. Sergio Cesaratto
La sede della Commissione Ue a Bruxelles (Lapresse)  

La Commissione europea avvia una consultazione sulla revisione del Patto di stabilità e crescita. Questo non basta ad aiutare l’Italia

La Commissione europea ha deciso di avviare una consultazione sulla revisione del Patto di stabilità e crescita. L’iniziativa è stata presentata ieri a Bruxelles da Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni. “La stabilità resta un obiettivo, ma serve ugualmente sostegno alla crescita e alla mobilitazione di enormi investimenti per combattere i cambiamenti climatici”, ha detto il commissario agli Affari economici. La Commissione he predisposto delle domande cui potranno fornire le loro risposte, tra gli altri, Governi, Parlamenti, università ed economisti. Si prospettano quindi tempi lunghi prima della conclusione di questa consultazione. «Le agonie sono lunghe, l’Italia è in uno stato comatoso da 30 anni, quindi se aspetta ancora un po’ non cambia molto. Non sono quindi i tempi lunghi a preoccuparmi, quanto il fatto che temo che questa consultazione non porterà a nulla di concreto. Non credo che delle opinioni che verranno espresse si terrà molto conto, visto il peso che è stato dato in questi anni a quelle già ampiamente diffuse. Alla fine saranno i governi a decidere», ci dice Sergio Cesaratto, professore di Economia politica all’Università di Siena.

sabato 1 febbraio 2020

Il Meccanismo europeo di stabilità a Pisa - il video

31 gennaio 2012- La chiacchierata a PaP di Pisa su MES e dintorni. Simpatici compagni, simpatica atmosfera.
il video

Buon visione.

martedì 17 dicembre 2019

Ancora sul MES: La verità o bugie?

Pubblichiamo intervista di Daniele Capezzone per il quotidiano La Verità.
La Verità. Intervista al professor Cesaratto

il
Sergio Cesaratto è professore ordinario presso il dipartimento di Economia politica dell’Università di Siena. E’ tra i 32 docenti universitari, prevalentemente di sinistra, firmatari dell’appello anti Mes di cui La Verità ha parlato per prima, e che poi è stato citato nell’Aula del Senato da Matteo Salvini. Il professor Cesaratto è tra l’altro autore del volume “Sei lezioni di economia” (edizioni Diarkos), di cui è in corso la traduzione in inglese per le edizioni Springer.
Professore, ci riassume il senso dell’appello?
“Le motivazioni sono diverse tra i vari firmatari, e questo è un fatto in sé positivo: c’è chi crede di più nel progetto europeo, e chi invece è scettico. Ma è rilevante che tanti economisti democratici – se posso usare questa definizione – si siano ritrovati nel denunciare il Mes, che non fa nulla per alleviare i problemi che già ci sono, in particolare quelli italiani. Anzi, perpetua e aggrava un contesto in cui il nostro debito pubblico è esposto, per così dire, agli umori dei mercati”.

giovedì 12 dicembre 2019

Una splendida recensione (però il titolo è mio!)

 
 Recensione di Saverio Fratini (Uniroma3) su Micromega online
 
“Sei Lezioni di Economia - Conoscenze Necessarie per Capire la Crisi più lunga (e come uscirne)” di Sergio Cesaratto, scritto in un linguaggio accessibile anche a coloro che non hanno svolto studi di economia, è un manuale economico divulgativo che, richiamandosi alle idee di Keynes e Sraffa, dice qualcosa di sinistra contro il pensiero economico dominante. 

Capire l’economia per un rilancio delle idee di sinistra

di Saverio M. Fratini*

La divulgazione scientifica è una attività sicuramente meritoria e lo è ancora di più quando ad essere divulgate sono idee alternative rispetto all’impostazione mainstream. In tutte le scienze il pluralismo è una ricchezza: guardare i fenomeni da diversi punti di vista, o anche semplicemente sapere che diversi punti di vista esistono, aiuta sicuramente ad ampliare la nostra capacità di comprensione del mondo che ci circonda. Ciò è particolarmente vero con riferimento all’economia e alle scienze sociali in generale, in cui lo studioso è parte del sistema che studia: ne è influenzato e lo influenza. Come ha scritto Robert Solow[1] (premio Nobel nel 1987), mentre il movimento dei pianeti è completamente indipendente da ciò che pensano gli astronomi, le idee degli economisti hanno effetto sul funzionamento del sistema economico. Così, in economia, il prevalere di una impostazione sulle altre scaturisce da un intreccio di ragioni scientifiche e politiche, a sostegno dell’una o dell’altra parte sociale. Di conseguenza, a differenza di quanto avviene normalmente nelle scienze naturali, nelle scienze sociali non è affatto detto che le teorie più recenti o mainstream siano più solide e avanzate di quelle precedenti o alternative. Si vede, quindi, la grande importanza di coltivare il pluralismo e la storia del pensiero economico.

mercoledì 11 dicembre 2019

Ancora sul MES

Da WallstreetItalia

Riforma Mes: tutti i problemi sul tavolo, spiegati da 4 economisti

11 Dicembre 2019, di Alberto Battaglia
Non si ricorda facilmente una polemica politica innestata su un tema più tecnico e complesso del Meccanismo europeo di stabilità (Mes, o Fondo Salva Stati). Dopo aver trattato i caratteri generali di questo fondo (si veda la nostra guida per punti), Wall Street Italia ha deciso di entrare nel merito degli aspetti più discussi e spinosi della riforma del Mes. Abbiamo posto le stesse domande a quattro esperti, estranei all’arena politica:
  • Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio italiano dei conti pubblici presso l’università Cattolica di Milano, ex direttore esecutivo al Fondo Monetario Internazionale, ex commissario alla Revisione della spesa. Fra le sue ultime opere divulgative: “Tutte le bufale sull’economia a cui continuiamo a credere”.
  • Nicola Borri, professore assistente presso la Luiss di Roma ed esperto di debito sovrano (pagina Scholar).
  • Sergio Cesaratto, ordinario di economia presso l’università di Siena, autore di testi anche a carattere divulgativo (l’ultimo: “Sei lezioni di economia – Conoscenze necessarie per capire la crisi più lunga (e come uscirne). (pagina Scholar).
  • Emiliano Brancaccio, professore associato presso l’università del Sannio, volto noto del dibattito televisivo e promotore, nel 2010, della “Lettera degli economisti” all’Ue contro le politiche economiche restrittive (pagina Scholar).