lunedì 15 gennaio 2018

Conferenza a Freiburg (per i lettori tedeschi)

 I materiali saranno inseriti a breve.

Deutschland, Italien und die Eurokrise im Streit der Meinungen (a Friburgo)

Data:
25/01/2018

Vortrag von Prof. Dr. Sergio Cesaratto (Universität Siena).
Der Vortrag wird die unterschiedlichen Wahrnehmungen der Eurokrise in der deutschen und italienischen Öffentlichkeit vorstellen und sie miteinander vergleichen. Ein besseres Verständnis jener Ansichten und ihres jeweiligen ökonomischen Hintergrunds könnte dazu verhelfen, eine auf breiterer Übereinstimmung beruhende Europäische Wirtschafts- und Währungsunion aufzubauen.
Eintritt frei

Informazioni

Data: Gio 25 Gen 2018
Orario: Alle 18:15
Organizzato da : Dante Alighieri Gesellschaft Freiburg e.V.
In collaborazione con : Universität Freiburg - Institute of Economic Research
Ingresso : Libero

Luogo:
Università, Kollegiengebäude I, HS 1015, Platz der Universität 3, Friburgo

venerdì 12 gennaio 2018

Banche: dal rischio di controparte al rischio di mercato

Dall'amico Giancarlo Bergamini, di cui mi permetto anche di citare una mail:
"In breve, Willem Buiter sostiene che i mercati si trovano a livelli grotteschi di sopravvalutazione, in buona parte grazie alle politiche monetarie ultra-accomodative delle banche centrali. Ora che queste ultime stanno considerando di cessare, quando non ritirare, tali stimoli monetari, i mercati sono a rischio di significative correzioni (cali). La mia presentazione si riferisce al caso italiano, nel quale masse enormi di risparmiatori in fuga dal rischio di bail-in delle loro banche tradizionali (che ora possono fallire) si rifugiano nella "sicurezza" del risparmio gestito (si vedano le classifiche dei risparmi che affluiscono mensilmente agli operatori di tale settore) e si vedono assegnare attività finanziarie indiscriminatamente sopravvalutate. In altre parole, ci troviamo di fronte ad una sostituzione del rischio di controparte col rischio di mercato, con la benedizione delle banche centrali (BCE e BCN [banche centrali nazionali]). Per una riflessione più organica rimando al breve testo allegato. "

martedì 9 gennaio 2018

Gramsci, Sraffa e Marx: un commento di Screpanti


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In questa bella, rigorosa e approfondita recensione Cesaratto sintetizza così bene gli argomenti sviluppati da de Vivo che verrebbe quasi voglia di dire: letta la recensione non c’è bisogno di leggere il libro. Ma non lo dirò, perché l’opera è veramente importante e va letta con attenzione. E consiglio di leggerla in parallelo con un'altra opera importante: P. Sraffa, "Lettere a Tania per Gramsci" (a cura di V. Gerratana), Editori Riuniti, Roma 1991. Il testo di de Vivo delucida un’ampia serie di problemi storiografici, teorici e politici su cui anche alcune menti eccelse si sono perse. La più importante di tutte le questioni controverse riguarda il rapporto di Sraffa con il pensiero di Marx. De Vivo contribuisce a chiarire che il lavoro teorico dell’amico di Gramsci va letto come tutto interno al marxismo e anzi come un contributo originale alla rinascita della teoria economica Marxista. È servito a riportare la critica dell’economia politica agli alti livelli di rigore analitico e dignità teorica che gli spettano e dal quale erano stati allontanati da alcuni giudizi fuorvianti di economisti marginalisti e dalle difese superficiali di alcuni epigoni.

Gramsci e Sraffa, un legame profondo fra lotta politica e teoria critica



 Pubblichiamo la recensione a un libro di Giancarlo De Vivo uscita su Micromega online

Tra Gramsci e Sraffa, il sodalizio fra due comunisti indisciplinati


Sergio Cesaratto
La figura di Piero Sraffa è perlopiù sconosciuta al grande pubblico italiano, persino a quello più colto; appena più fortunata è la figura di Antonio Gramsci. Eppure si tratta di due degli studiosi sociali più straordinari –i più straordinari – che il nostro Paese può vantare nel ventesimo secolo. Il volume di Giancarlo De Vivo (Nella bufera del Novecento – Antonio Gramsci e Piero Sraffa tra lotta politica e teoria critica, Castelvecchi, 2017) apre una serie di squarci sull’interazione intellettuale, politica e umana che si stabilì fra i due nei frangenti drammatici del novecento, come recita l’azzeccato titolo. Il libro non si rivolge solo ad accademici e “specialisti”, ma è di grande interesse per ogni lettore colto.

lunedì 8 gennaio 2018

L'eterodosso - intervista su una rivista di area PD

Intervista su una rivista del PD. Dopo l'introduzione di Matteo Renzi (e Marco Fortis) e un articolo di Tommaso Nannicini, a pag. 30 c'è una intervista al sottoscritto da parte di un dottorando di Siena (Andrea Incerpi), che ringrazio per averla pubblicata integralmente. Chapeau, certamente più pluralismo che fra Liberi & Uniformi.




L’ETERODOSSO a cura di Andrea Incerpi
ECONOMIA
Sostenere la domanda
interna e così noi stessi
e l’economia globale.
Ma la Germania
non ne vuole sapere.
Il problema
è sempre tutto lì
Sono passati dieci anni dalla crisi finanzi aria che ha messo in ginocchio i mercati del lavoro e dei capitali eppure i suoi effetti, seppur mitigati dalla decorrenza del tempo piuttosto che da efficaci misure di politica economica a livello europeo, sono ancora visibili. Austerity, rigore fiscale e riduzione della spesa pubblica sono stati i mantra dei governi dell’Eurozona, con effetti spesso discutibili sui principali indicatori economici. Il pensiero ortodosso che si riconosce in questo spettro di politiche restrittive non è mai sembrato così in discussione. Ed è proprio uno dei maggiori esponenti del pensiero critico italiano, il prof. Sergio Cesaratto, a fornire un contributo analitico partendo da una diversa prospettiva.
Quella che pone al centro della crescita il ruolo dell’Europa, il mondo dei lavoratori e un nuovo nucleo di forze progressiste.