domenica 26 febbraio 2017

Chi sono i veri Prodi

 Una brava studentessa (non dico coraggiosa, perché per e mail mi ha riposto "Grazie professore, ma non credo sia stata una cosa così straordinaria") ha chiesto delle scuse (politiche e intellettuali naturalmente) a Prodi, di persona. Ho l'onore di essere stato invitato da Cristina il prossimo 27 marzo a Bologna, dove me la vedrò col braccio destro di Prodi, il prof. Paolo Onofri. Credo che ciò che abbia detto sia innnanzitutto di una dignità straordinaria (anche confrontato con le deformazioni di Prodi e dei reporter):
"Adesso, non le chiedo, come fa qualcuno, di formare un nuovo partito o ricandidarsi per riparare alla situazione. No, quello spetta a noi. Però le chiedo, come minimo, che riconosca le sue responsabilità e i suoi errori; e che magari ci chieda anche scusa."
Il video è qui , il testo e il commento di Cristina di seguito:

Ieri sera è uscito un articolo su Agi in cui si dichiara che durante l'incontro di Rethinking Economics Bologna con Prodi una studentessa (io) "aveva espresso dubbi sul progetto europeo auspicando un ritorno alle frontiere tra gli Stati Ue."
Tuttavia io non ho mai in nessun momento detto una cosa del genere ma ho piuttosto richiesto all'ex presidente del consiglio e della commissione europea di riconoscere le sue responsabilità ed i suoi errori nell'implementare politiche neoliberiste che ci hanno portato alla situazione attuale.

domenica 22 gennaio 2017

Fiato sprecato



 
Intervento al Seminario internazionale, Europe…What’s Left ? organizzato da: transform! europe, transform! italia, Rosa Luxemburg Stiftung e Alternative per il Socialismo, sulle “22 tesi per l’Europa”, 20 gennaio 2017, Casa Internazionale delle Donne, Roma

 Fiato sprecato

Farò un discorso molto franco. Non c’è molto nelle 22 tesi qui discusse (e in calce riprodotte) con cui mi senta d’accordo. Andando subito al punto, si paga un lip service allo Stato nazionale mentre nei fatti si afferma che nulla di decisivo può essere effettuato a quel livello. Si cita a tal riguardo il caso di Syriza che lo dimostrerebbe. Ma è esattamente l’opposto! Quella tragica vicenda proprio dimostra che nulla è possibile a livello europeo e che ci si deve attrezzare a livello nazionale. Al riguardo ho ascoltato Paolo Ferrero affermare cose piuttosto confuse: disubbidire ai Trattati sino alla rottura, dunque ritorno alla dimensione nazionale, però no perché si rompe per cambiare le regole europee. Un po’ di concretezza per favore.

mercoledì 11 gennaio 2017

Video della presentazione alla Fondazione Basso

Sperando che rimanga disponibile a lungo (se qualcuno sa fare il download me lo invii per favore) ecco il video della presentazione alla Fondazione Basso. Nessuno me ne voglia, ma consiglio Galli, Barba e Pivetti.
https://www.radioradicale.it/scheda/496988/presentazione-dei-volumi-di-sergio-cesaratto-sei-lezioni-di-economia-imprimatur-2016-e

sabato 7 gennaio 2017

Il suicidio delle sinistre

Pubblichiamo lunga e penetrante recensione del prof. Carlo Galli (unibo e deputato SI) alle Sei lezioni e al volume di Barba e Pivetti. In preparazione dell'incontro di martedì 10 alla Fondazione Basso.

Il suicidio delle sinistre
di Carlo Galli

La demolizione dei templi del neoliberismo, sconsacrati e delegittimati ma ancora torreggianti sulle nostre società e sulle nostre politiche, comincia dal pensiero critico, capace di risvegliare il mondo «dal sogno che esso sogna su se stesso». In questo caso, dall’economia eterodossa, declinata in chiave teorica e storica da Sergio Cesaratto – nelle sue Sei lezioni di economia. Conoscenza necessarie per capire la crisi più lunga (e come uscirne), Reggio Emilia, Imprimatur, 2016 –, esponente di una posizione non keynesiana né pikettiana né «benicomunista», ma sraffiana, e quindi in ultima analisi compatibile con il marxismo. Nella sua opera di decostruzione delle logiche mainstream vengono travolti i fondamenti del neo-marginalismo dominante: ovvero, che il concetto chiave dell’economia è la curva di domanda di un bene; che esistono un tasso d’interesse naturale, un tasso di disoccupazione naturale, un salario naturale, e che devono essere lasciati affermarsi; che c’è equilibrio e armonia fra capitale e lavoro; che c’è relazione inversa fra salari e occupazione (e quindi che la piena occupazione esige moderazione salariale); che il sistema economico raggiunge da solo l’equilibrio della piena occupazione se non ci sono ostacoli alla flessibilità del mercato del lavoro; che il risparmio viene prima degli investimenti; che la moneta determina i prezzi; che il nemico da battere è l’inflazione e che a tal fine si devono implementare politiche deflattive e di austerità, e intanto si deve togliere il controllo della moneta alla politica e conferirlo a una banca indipendente che stabilizza il tasso d’inflazione.

mercoledì 28 dicembre 2016

Il futuro del lavoro al casale

Con un errore nel nome del relatore (Dario non Davide, stiamo correggendo) anticipo locandina evento 22 gennaio al casale Alba 2 a Roma, assai appetitoso. Con l'occasione, buon anno a tutte e tutti!

giovedì 22 dicembre 2016

Le Sei lezioni di Giorgio Cremaschi


Inaspettatamente, dopo quasi due mesi, il manifesto ha pubblicato la bellissima recensione di Giorgio Cremaschi alle Sei lezioni. Con dei tagli politici, come si conviene. Quello che balza di più agli occhi è in fondo, dove Cremaschi parla di "resa di Tsipras". Il meglio è nemico del bene? Qui sotto comunque il testo originale. (Se non riuscite a fare il download dal sito del giornale, inserite su google il titolo "Una bussola puntata sulle vie di fuga dal regime dell’austerità"). Con l'occasione segnalo la recensione di Giovanna Cracco su questa interessante rivista. La lista delle recensioni precedenti è qui.




Le vie nazionali di rottura con il liberismo sono l'unica via credibile per mettere in discussione il sistema di disoccupazione di massa e ingiustizia sociale affermatosi con la globalizzazione finanziaria. E questo vale soprattutto in Europa, dove la costruzione reale della Unione ha fatto delle politiche di austerità un fondamento costituente della unione stessa.
Questa a mio parere è la sintesi politica brutale dello splendido piccolo manuale di economia e storia del pensiero economico che Sergio Cesaratto ha voluto condensare nelle sue " Sei lezioni di economia". Un libro che ci conduce tra le principali teorie sul capitalismo, partendo da Ricardo e Marx per giungere a Keynes a Sraffa e alla teoria oggi dominante, il marginalismo  neoclassico. Un libro che in questo percorso ci fa incontrare tutti i temi e le politiche economiche che caratterizzano la crisi attuale.