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mercoledì 12 dicembre 2012

Editoriale su il manifesto



Nel pubblicare questo nostro editoriale, rammentiamo l'appuntamento di domani a Pavia:                                                             
 Oltre l'austerità - Con più Europa o meno Europa?
Pavia, 13 dicembre 2012, ore 14.00
Aula A, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Pavia - Corso Strada Nuova, 65
Introduce:
Andrea Zatti, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università di Pavia
 Intervengono
 Sergio Cesaratto, Dipartimento di Economia Politica e Statistica (DEPS), Università di Siena
Guido Montani, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, Università di Pavia
Il populismo e l’agenda Europea
Sergio Cesaratto
Non v’è dubbio che il rientro in campo di Berlusconi sia un fattore di arretramento del dibattito politico e possa spiazzare coloro che avrebbero voluto porre al centro della campagna elettorale il rifiuto dell’austerità e la necessità di una Europa diversa. O forse no. Da un certo punto di vista, infatti, che Berlusconi possa fare del rifiuto dell’agenda europea, e del suo diligente esecutore prof. Monti, il tema demagogicamente agitato in campagna elettorale impone alle forze progressiste, sinistra del centro-sinistra (interna ed esterna al PD) e lista arancione, di misurarsi su questi temi senza sfuggirvi - gli uni evocando generiche speranze di “un po’ più di crescita nel rigore” (un ossimoro); gli altri invocando improbabili fughe in avanti verso modelli sociali ritenuti più avanzati, dando frettolosamente per defunto un modello di sostegno della domanda aggregata attraverso consumi pubblici e sostenibili. Gioco forza, se vuole vincere, la sinistra è ora costretta ad affermarsi come la sola forza che è in grado di sostenere con autorità e competenza il superamento dell’agenda euromontiana. Che l’istanza berlusconiana sia priva di credibilità è facile a dimostrarsi. Il problema è invece quello di sostanziare l’istanza alternativa.

giovedì 3 novembre 2011

Cartellino rosso per la Grecia. Ma allora si può essere esplusi.

Pubblichiamo un articolo con Turci su Europa quotidiano.
Nel frattempo Merkel-Sarkozy minacciano la Grecia di espulsione. Ma allora un'uscita dall'Euro non è così drammatica. Speriamo presto di poter istruire un po' questo passaggio (che temiamo comunque drammatico per grandi paesi). Segnaliamo ottimo articolo di Wray e va letto con quello di Wolf sul FT: entrambi mostrano come i paesi in disavanzo estero possono restituire il debito ai paesi in surplus solo se i ruoli si invertono, ma l'arcigna Germania questa matematica proprio non la vuole capire e pensa di risolvere tutto a cartellini rossi.
Intanto Giuliano Ferrara continua a perseguitarmi nominandomi con grande enfasi a Radio Londra domenica sera. Condivisibile tutto ciò che ha detto sull'Europa, squallido l'appoggio a Berlusconi, peraltro un non sequitor fra le critiche alla BCE e il consiglio al Cavaliere di far approvare per decreto i dicktat dell'UE. Solo per completezza, interviste su il Foglio (ero ancora all'oscuro del "premio") a Radio 3. Oggi anche Turci è su il Foglio. Il buon Bordin ha citato ieri la mia intervista alla Rassegna stampa di Radio Radicale, e l'ha di nuovo richiamata oggi (anche su il Riformista) mettendo in luce come un commento (del giornalista) introdotto dopo che avevo controllato il testo: "E’ una totale convergenza di fatto con Krugman e Berlusconi." fosse un non sequitur un po' troppo spregiudicato. Grazie. Alcuni a sinistra storceranno comunque il naso: vedete, vi fate strumentalizzare dalla destra (pubblicherò qui i commenti al mio "premio" appena possibile). A parte che Ferrara non ce lo siamo andati noi a crcare, è invece importante che anche in maniera provocatoria certe idee si facciano spazio (vedi La Malfa su l'Unità che ci cita e critica il tardivo pentimento di Tabellini e L.Reichlin sul ruolo della BCE). Si stia attenti, sebbene liberarsi di Berlusconi ci farà tirare un sospiro di sollievo e calare ai livelli spagnoli gli spread, Monti o chi per lui ci imporrà (ma ci riuscirà?) una agenda liberista che non c'entra nulla con la (necessaria) crescita. Questa richiede una nuova Europa e la ripresa della domanda aggregata nei paesi forti e un nuovo governo con la schiena dritta che la pretenda. Poi dovremo fare i compiti a casa. Ma qui rimando all'articolo.

martedì 1 novembre 2011

Piccole censure de l'Unità e premi de il Foglio

Pubblichiamo un intervento su l'Unità che è uscito in una versione non aggiornata. L'aggiornamento (che fu inviato due volte), che è quella che qui pubblichiamo, commentava anche le condivisibili dichiarazioni di Berlusconi sull'Euro. In calce alleghiamo una lettera inviata al direttore del giornale, persona peraltro cortese.
Nel frattempo le cose si aggravano, com'era facilmente prevedibile. Segnalo l'articolo di Buiter sul FT. Interessanti anche le dichiarazioni di Yu Yonding, un ex funzionario della Banca della Cina Popolare che spiega che non v'è ragione per cui la Cina debba sostenere i titoli sovrani della periferia europea: l'UE ha un surplus esterno di parte corrente (attivo della bilancia dei pagamenti) per cui si può benissimo aiutare da sola. Perché la Cina dovrebbe aiutare se non lo fa la Germania? Già.

PS Poco dopo aver scritto questo, su segnalazione di un collega ho scoperto di aver vinto uno sconcertante premio (alcuni di voi lo sanno per e mail):
1 novembre 2011
Nuovi premi giornalistici del Foglio
PREMIO "FRASE PIU' IMPORTANTE DELL'ANNO"
Vince Sergio Cesaratto, che sull'Unità ha il coraggio di dire alla sinistra la verità sull'Europa e il nostro debito
Il Foglio istituisce un nuovo premio giornalistico, "Le frasi più importanti dell'anno". La prima edizione è vinta dall'economista Sergio Cesaratto, ordinario di Politica economica ed Economia dello sviluppo all'Università di Siena, per questo passaggio nel suo intervento di oggi sull'Unità:
"Possiamo ben dire che è questa Europa che sta facendo esplodere il debito italiano e non viceversa. Al popolo della sinistra va detta la verità!"
Sergio Cesaratto, economista, sull'Unità di martedì 1 novembre 2011
Sul sito de il Foglio le motivazioni audio, devo dire equilibrate e divertenti, di Giuliano Ferrara. Il pericolo era una sfacciata strumentalizzazione pro-Berlusconi che però non appare.  I primi commenti di qualche amico/a sono incoraggianti nel senso che è importante che certe posizioni abbiano risonanza, anche se in maniera un po' provocatoria per la sinistra, che non può sacrificare il paese in nome dell'anti-berlusconismo. Meno male che l'Unità non ha pubblicato la versione aggiornata (qui sotto), sennò mi avrebbero fatto santo. Che mondo buffo. (Per gli amici all'estero: il Foglio è un piccolo ma influente quotidiano finanziato da Berlusconi. Lo dirige Giuliano Ferrara, figlio di dirigenti comunisti ed ex dirigente comunista. Scaltro e intelligentissimo, ottimo giornalista, fra i migliori in Italia, è assai influente e ascoltato consigliere di Berlusconi).
NB il premio è un abbonamento on line a il Foglio