martedì 1 novembre 2011

Piccole censure de l'Unità e premi de il Foglio

Pubblichiamo un intervento su l'Unità che è uscito in una versione non aggiornata. L'aggiornamento (che fu inviato due volte), che è quella che qui pubblichiamo, commentava anche le condivisibili dichiarazioni di Berlusconi sull'Euro. In calce alleghiamo una lettera inviata al direttore del giornale, persona peraltro cortese.
Nel frattempo le cose si aggravano, com'era facilmente prevedibile. Segnalo l'articolo di Buiter sul FT. Interessanti anche le dichiarazioni di Yu Yonding, un ex funzionario della Banca della Cina Popolare che spiega che non v'è ragione per cui la Cina debba sostenere i titoli sovrani della periferia europea: l'UE ha un surplus esterno di parte corrente (attivo della bilancia dei pagamenti) per cui si può benissimo aiutare da sola. Perché la Cina dovrebbe aiutare se non lo fa la Germania? Già.

PS Poco dopo aver scritto questo, su segnalazione di un collega ho scoperto di aver vinto uno sconcertante premio (alcuni di voi lo sanno per e mail):
1 novembre 2011
Nuovi premi giornalistici del Foglio
PREMIO "FRASE PIU' IMPORTANTE DELL'ANNO"
Vince Sergio Cesaratto, che sull'Unità ha il coraggio di dire alla sinistra la verità sull'Europa e il nostro debito
Il Foglio istituisce un nuovo premio giornalistico, "Le frasi più importanti dell'anno". La prima edizione è vinta dall'economista Sergio Cesaratto, ordinario di Politica economica ed Economia dello sviluppo all'Università di Siena, per questo passaggio nel suo intervento di oggi sull'Unità:
"Possiamo ben dire che è questa Europa che sta facendo esplodere il debito italiano e non viceversa. Al popolo della sinistra va detta la verità!"
Sergio Cesaratto, economista, sull'Unità di martedì 1 novembre 2011
Sul sito de il Foglio le motivazioni audio, devo dire equilibrate e divertenti, di Giuliano Ferrara. Il pericolo era una sfacciata strumentalizzazione pro-Berlusconi che però non appare.  I primi commenti di qualche amico/a sono incoraggianti nel senso che è importante che certe posizioni abbiano risonanza, anche se in maniera un po' provocatoria per la sinistra, che non può sacrificare il paese in nome dell'anti-berlusconismo. Meno male che l'Unità non ha pubblicato la versione aggiornata (qui sotto), sennò mi avrebbero fatto santo. Che mondo buffo. (Per gli amici all'estero: il Foglio è un piccolo ma influente quotidiano finanziato da Berlusconi. Lo dirige Giuliano Ferrara, figlio di dirigenti comunisti ed ex dirigente comunista. Scaltro e intelligentissimo, ottimo giornalista, fra i migliori in Italia, è assai influente e ascoltato consigliere di Berlusconi).
NB il premio è un abbonamento on line a il Foglio

L'Euro e la strategia dell'allarmismo
Sergio Cesaratto*
C’è da rimanere sorpresi a leggere l’incipit del fondo di Paolo Guerrieri su l’Unità del 28 ottobre: “E’ ormai un dato di fatto che la sopravvivenza dell’euro dipende soprattutto da quello che farà l’Italia la quale, con il suo terzo debito pubblico del  mondo, è troppo grande per essere salvata dall’Europa.  Deve salvarsi da sola, in poche parole. Anche per questo, alle pressanti richieste di Bruxelles il governo italiano doveva dare un’altra risposta”. Di fronte a tanto allarmismo accompagnato da discutibile analisi economica viene in mente quello che Federico Caffè chiamava la “strategia dell’allarmismo economico”, qui volta a intimorire e instillare inesistenti sensi di colpa nel corpo della sinistra.
Se l’idea che i destini dell’Europa siano legati a ciò che fa, o non fa, il nostro paese ricorda la megalomania di Berlusconi, certamente le “pressanti richieste di Bruxelles” in salsa centro-destra o tradotte nelle vaghe ricette del prof. Guerrieri aggraverebbero la crisi nostra e del continente. Persino il FMI e la “troika” che sorveglia la Grecia hanno ammesso il fallimento delle politiche di deflazione che i paesi europei si auto-infliggono. E che c’entra il nostro debito con la crisi europea dato che è lì da svariati decenni senza aver creato danni? Debito, inoltre, non certo frutto di un eccesso di spesa sociale, ma dell’evasione fiscale e degli alti tassi di interesse che seguirono quelle prove generali dell’euro che furono il “divorzio” fra Tesoro e Banca d’Italia e l’adesione al sistema monetario europeo una trentina di anni fa. L’Italia è stata strapazzata da Merkel e Sarkozy, come non accorgersene, solo per mascherare la loro insipienza.
Ma è mai possibile che per ascoltare qualcosa di sensato sull’Europa ci si debba rivolgere al Financial Times, al Wall Street Journal o a The Economist e, a quanto pare, a Berlusconi? Lo stesso giorno di Guerrieri sono comparsi articoli sensatissimi di Lucrezia Reichlin e di Roberto Perotti, rispettivamente su Il Corriere e su Il Sole del 28 ottobre (si veda anche Tabellini su Il Sole del 23 ottobre). In linea con quanto sostenuto dai più avvertiti commentatori internazionali – Munchau, Wolf, De Grauwe, Wyplosz per citarne alcuni – e dall’amministrazione americana, questi economisti, rappresentanti doc dell’ortodossia accademica, evocano l’intervento della BCE a garanzia illimitata dei debiti sovrani come la sola misura efficace per tamponare la crisi (le misure dell’ultimo vertice europeo sono infatti del tutto inutili come l’asta dei BPT ha dimostrato). Guerrieri non è forse consapevole che i tassi di interesse, in larghissima misura, li fanno le banche centrali e non i mercati – a meno che li si lasci fare come accade in Europa. Possiamo ben dire che è questa Europa che sta facendo esplodere il debito italiano e non viceversa. Al popolo della sinistra va detta la verità! E se questa verità proviene da Berlusconi secondo il quale l'Euro “è l`unica moneta al mondo senza un governo comune, senza uno Stato, senza una banca di ultima istanza. Per queste ragioni è una moneta che può essere oggetto di attacchi speculativi”, tanto peggio per i leader della sinistra che questa verità neppure capiscono. Invece di reagire dicendo, “giusto Cavaliere, ma se Lei non si leva di torno il paese non ha autorità di battersi per cambiare questa Europa”, la sinistra e i suoi mass media tuonano per lesa maestà-Euro.
Prendersela con lo stato di cose presente in Europa non vuol dire che non dobbiamo rimboccarci le maniche per raddrizzare il nostro paese. Se la BCE operasse per riportare i tassi italiani ai livelli tedeschi, un obiettivo di mera stabilizzazione del rapporto debito/Pil, oltre a lotta all’evasione e imposta sui grandi patrimoni, libererebbe risorse per una diminuzione del carico fiscale sui salari, per l’istruzione e per il rilancio dell’intervento pubblico nell’industria (altro che privatizzazioni). Naturalmente la ripresa richiede che la Germania finalmente comprendesse la natura di un’unione monetaria e dismettesse la propria antica politica neo-mercantilista, che Guerrieri denunciava molti anni fa in importanti contributi, rilanciando salari e consumi interni. Solo così salveremo noi e l’Europa.
 (l'Unità 1 novembre 2011)
Caro direttore, ti ringrazio per l’ospitalità al mio pezzo sulla necessità che la BCE agisca da banca sovrana verso i debiti pubblici, fornendo loro una garanzia illimitata unica misura in grado di tranquillizzare i mercati. La replica del prof. Guerrieri non entra nel merito della questione limitandosi a un generico “abbiamo scritto e detto sui ritardi europei” ribadendo che la questione sia “l’enorme debito pubblico da risanare” il cui “consolidamento” deve andare di pari passo con la crescita, obiettivi che messi così sono incompatibili. Il sostegno della BCE renderebbe i debiti sostenibili e aprirebbe spazi alla crescita, ma su questo Guerrieri non si esprime (ma lodevolmente lo fa, favorevolmente, Massimo d'Antoni nel suo fondo di ieri). Ma a parte ciò, dopo le dichiarazioni di Berlusconi di critica alla attuale costituzione monetaria europea il mio pezzo fu inviato (due volte) aggiornato denunciando che “invece di reagire dicendo, ‘giusto Cavaliere, ma se Lei non si leva di torno il paese non ha autorità di battersi per cambiare questa Europa’, la sinistra e i suoi mass media tuonano per lesa maestà-Euro.” Il pezzo è uscito non aggiornato. Sbaglio o meno, non si deve avere timore di essere tacciati dai moderati del PD di populismo berlusconiano. Le tesi liberiste moderate – Letta, Veltroni, Morando …Renzi - sono quelle che trovano infatti minore sostegno fra i più autorevoli esperti internazionali di impronta liberista, dimostrando un certo provincialismo(si veda da ultimo Buiter sul Financial Times che stima in almeno 3mila miliardi di euro in potere di fuoco della BCE senza generare inflazione, un “free lunch” l’ha definito Munchau). In verità, proprio sul tema dell’intervento della BCE - che non è né radicale né moderato, ma buon senso economico - il PD potrebbe trovare un’importante convergenza interna per andare a eventuali tavoli di trattative sostenendo: l’Italia deve fare cose serie, ma altrettanto l’Europa.
Sergio Cesaratto

1 commento:

  1. Roberto Polidori2 novembre 2011 03:47

    Si ha quasi la sensazione che la sinistra nostrana voglia far fare il "lavoro sporco" a Berlusconi per poi completare l'opera per mezzo del tecnocrate "salvatore nazionale super partes" invocato da importanti personalità politiche italiane. Sarebbe ridicolo se non fosse drammatico.

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