Pubblichiamo un articolo con Turci su Il riformista dedicata alla questione pensionistica nel contesto delle manovre (ormai si deve usare il plurale). Nel frattempo il ministro del Tesoro americano Geithner ha partecipato all'Ecofin (la riunione dei ministri finanziari europei) esortandoli a fare di più. Una buona idea che è circolata, sostenuta sembra di capire da Geithner, è di usare i fondi dell'EFSF (il fondo europeo di sostegno ai paesi indebitati) non direttamente, ma per sostenere il capitale della BCE che così potrebbe acquistare titoli pubblici per un multiplo dei 440 miliardi di euro di dotazione dell'EFSF. Naturalmente la BCE potrebbe farlo ugualmente, essa può infatti stampare moneta illimitatamente senza bisogno di un capitale proprio. Ma una misura del genere tranquillizzerebbe i cuori e le menti pavide che ritengono che la BCE sia una banca come le altre e se acquista titoli che poi perdono valore questo costituisca per lei un problema (come se un falsario che stampi 100 mila euro e poi li perda al gioco abbia qualche problema a stamparne altri 100 mila). Naturalmente gli europei han detto orgogliosamente che al disastro ci vogliono andare senza i buoni consigli di zio Sam. Nella rubrica a fianco di "Segnalazioni dal web", una guida del Financial Times sulle conseguenze di un default della Grecia.
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sabato 17 settembre 2011
Le pensioni e l’Europa
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sabato 27 agosto 2011
Manovra inutile in un'Europa allo sbando
l'Unità di sabato 27 agosto ha pubblicato il pezzo, sotto allegato, di Lanfranco Turci e mio col titolo, fuorviante, "L'austerity non basta" (laddove il senso del pezzo è "L'austerity non serve").
Nel vedere lo sbando dell'Europa e del governo tedesco in particolare - il Presidente Wullf che intima alla BCE di rientrare nei ranghi viene zittito dalla Merkel in una cacofonia di voci - viene in mente l'attualità dell'interpretazione della grande crisi di Charles Kindleberger (1910-2003), il grande economista politico, che l'attribuì all'assenza di leadership economica nel passaggio di testimone fra l'impero britannico e quello americano.
Nel vedere lo sbando dell'Europa e del governo tedesco in particolare - il Presidente Wullf che intima alla BCE di rientrare nei ranghi viene zittito dalla Merkel in una cacofonia di voci - viene in mente l'attualità dell'interpretazione della grande crisi di Charles Kindleberger (1910-2003), il grande economista politico, che l'attribuì all'assenza di leadership economica nel passaggio di testimone fra l'impero britannico e quello americano.
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