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giovedì 30 aprile 2020

Due video interviste su attualità e analisi economica

1) Politicamente Scorretti 7: intervista al prof. Sergio Cesaratto
CSEPI

2)  Presentazione delle Sei lezioni con la prof.ssa Lilia Costabile (allieva di Augusto Graziani) organizzato da Rethinking Economics Pisa (inizia al minuto 11 circa)
Buona visione

lunedì 29 agosto 2016

Quando la Modern Classical Theory incontra la Modern Monetary Theory

 Gli amici del CESPI hanno tradotto e riassunto alcune parti di un mio paper pubblicato sul Journal of Post Keynesian Economics. Su questi aspetti siamo tutti MMT, o meglio, siamo tutti keynesiani o kaleckiani. Su altri aspetti, com'è noto, c'è controversia e ci torneremo presto perché il tema è politicamente rilevante (vale a dire, basta riappropriarsi della banca centrale, e oplà le jeux sont fait, oppure si deve discutere del vincolo estero). Ma intanto godiamoci ciò che condividiamo. Qui sotto abstract e introduzione, qui il link.

Lo stato spende prima, poi incassa. Logica, fatti, finzioni
di  Sergio Cesaratto (Dipartimento di Economia Politica e Statistica - Università di Siena)

Traduzione a cura di: Jacopo Foggi - Ludovica Quaglieri.
Revisione: Aldo Scorrano, Fabio Di Lenola, Jacopo D'Alessio.

Questo articolo è un sommario di: Sergio Cesaratto (2016) "The state spends first: Logic, facts, fictions, open questions."
(Journal of Post Keynesian Economics, 39:1, 44-71, DOI: 10.1080/01603477.2016.1147333)
Sergio Cesaratto è professore ordinario di Economia


Abstract
La logica keynesiana (o kaleckiana) conduce gli economisti post-keynesiani a supporre che una variazione delle entrate dello Stato attraverso le imposte e le vendite di buoni del Tesoro sia il risultato di una variazione nella sua spesa e non viceversa. Negli ultimi due decenni, gli esponenti della teoria monetaria moderna (MMT) sono stati in prima linea nell’affermare la logica keynesiana (o kaleckiana) di questa proposizione e a riempire in generale un vuoto teorico del pensiero post-keynesiano. Il fatto che la MMT imposti la relazione fra Tesoro e Banca Centrale (BC) con la seconda che genera automaticamente potere d'acquisto (moneta) a favore delle decisioni di spesa del primo ha tuttavia suscitato obiezioni. I critici, infatti, hanno sottolineato che la maggior parte degli accordi istituzionali vietano alle BC di finanziare direttamente il Tesoro. Dopo Lavoie (2013), il dibattito è andato avanti e ha trovato un piano di convergenza.