mercoledì 20 maggio 2020

E qui comando io...

E qui comando io... pubblichiamo articolo uscito su Il Fatto quotidiano del 20 maggio 2020


L’ombra sinistra di Karlsruhe su BCE e recovery fund
La sentenza della Corte costituzionale tedesca del 5 maggio ha aperto il vaso di Pandora delle contraddizioni dei tre pilastri della governance europea, giuridico, politico ed economico. Essa è una ferita inferta alla BCE, lasciata sinora sola ad affrontare gli effetti economici della pandemia, e la sua ombra ricade anche sull’iniziativa Merkel-Macron del recovery fund.
La sentenza ne ha avute per tutti, BCE, Corte di giustizia europea (CGE) e persino parlamento e governo tedeschi, colpevoli di non aver tutelato i propri cittadini. 


giovedì 30 aprile 2020

Due video interviste su attualità e analisi economica

1) Politicamente Scorretti 7: intervista al prof. Sergio Cesaratto
CSEPI

2)  Presentazione delle Sei lezioni con la prof.ssa Lilia Costabile (allieva di Augusto Graziani) organizzato da Rethinking Economics Pisa (inizia al minuto 11 circa)
Buona visione

lunedì 6 aprile 2020

FAQ sull’Italia e l’Europa



Pubblichiamo articolo pubblicato da Micromega online.
In origine erano delle note per un giornalista tedesco che è un po' simpatetico con l'Italia e che sta preparando un articolo per il giornale tedesco più importante (con la FAZ, ma un po' più aperto), la Süddeutsche Allgemeinen Zeitung di Monaco.
Le ho trasformate in FAQ su quanto sta accadendo, spero utili.

Economia e pandemia: domande e risposte sull’Italia e l’Europa

Sergio Cesaratto

“A successful and long lasting union, like the US, helps its members in need. When New Orleans was hit by Hurricane Katrina, the initial faltering response horrified the nation. Congress then sent $71bn in aid, equivalent to more than a third of Louisiana’s gross domestic product. It did not content itself with waiving a balanced budget clause and allowing the state to plunge into debt. Other US states did not complain that Louisianans were lazy and corrupt, or wasted money on drinks and women, as the former head of the eurogroup of finance ministers, Jeroen Dijsselbloem, infamously said of southern Europeans.” Luigi Zingales (University of Chicago). [1]
Perché l’Europa dovrebbe salvare l’Italia che è stato un paese cicala?
Contrariamente a quanto dipinto dai mass media e, in maniera inqualificabile, da Jeroen Dijsselbloem, l’Italia è da trent’anni un paese frugale. Questa frugalità è misurabile dai surplus primari del bilancio pubblico [i saldi al netto della spesa per interessi] che sono in attivo dall’inizio degli anni novanta. In altre parole, da trent’anni gli italiani pagano più tasse di quanto ricevono come servizi pubblici o pensioni. E’ la spesa per interessi che manda in disavanzo lo Stato italiano, non una spesa pubblica allegra (naturalmente molta spesa pubblica è indirizzata male, ci sono sprechi, c’è molto da migliorare come efficienza ma, per esempio, il numero dei dipendenti pubblici in Italia è in rapporto alla popolazione molto inferiore alla Germania, come anche evidenziato dalla crisi sanitaria).[2] Anche David Folkerts-Landau, capo economista della Deu­tsche Bank ha ammesso due anni fa che “contrariamente a un diffuso pregiudizio, l’Italia è stato un Paese frugale".[3] Queste sono fra le poche voci “oneste” che si sono levate.

giovedì 2 aprile 2020

Una lezione sulla crisi

Lezione registrata il 1 aprile 2020 nell'ambito del corso del prof. (e amico) Paolo Pini a Ferrara (Paolo adotta le Sei lezioni come libro di testo)
https://drive.google.com/file/d/1Pv29QoA83fnnvy1sE6Hr_O-LDE5X_l41/view

domenica 22 marzo 2020

In ginocchio dal MES, articolo su Il Fatto quotidiano (su richiesta)



22 marzo 2020 su Il Fatto quotidiano col titolo redazionale: MES ipotesi pericolosa. Solo la BCE può evitare il disastro
L’Europa aveva cominciato molto male ad affrontare gli eventi che fanno seguito all’epidemia. In maniera ipocrita la Commissione aveva allentato i vincoli di bilancio (ora definitivamente sospesi), come se questi non sarebbero comunque saltati e come se la misura bastasse. Com’è noto, la possibilità per un governo di spendere in disavanzo dipende dai tassi di interesse che esso deve pagare sui debiti che contrae. I titoli tedeschi, considerati sicuri, pagano un tasso di interesse negativo. Invece, appena il governo italiano si azzarda a spendere troppo, i tassi che paga schizzano verso l’alto. In aggiunta, la presidente della BCE Christine Lagarde con un’improvvida, ma non casuale, dichiarazione gettava benzina sul fuoco affermando che la BCE non era lì per frenare gli spread (il differenziale fra i nostri tassi e quelli tedeschi), cioè per aiutare l’Italia. Un cocktail micidiale si andava preparando per noi, quello del ricorso al MES. Il messaggio dei falchi europei agli italiani era chiaro: spendete pure per tirarvi fuori dalla crisi sanitaria, poi faremo i conti. Sull’orlo della bancarotta dovrete venire in ginocchio al capezzale del controverso Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), il cosiddetto fondo salva-Stati. Il MES non ha risorse sufficienti per salvare l’Italia, ma una volta che un Paese vi ricorre, la BCE può intervenire comprando i suoi titoli pubblici (il famoso “Whatever it takes” di Draghi). Ma il sostegno lo pagherete caro, con la ristrutturazione del debito pubblico prevista dallo stesso MES che ricadrà su banche e risparmiatori italiani, così la finirete di costituire una mina vagante per la stabilità finanziaria dell’eurozona. L’aiuto del MES sarà inoltre subordinato a un memorandum of understanding che porrà finalmente sotto controllo le vostre finanze pubbliche attraverso cure da cavallo – alla greca vien da dire, ma in realtà molto peggio perché dopo la crisi sanitaria saremo già moribondi.

giovedì 6 febbraio 2020

Specchietti per le allodole europeiste


Intervista a Il sussidiario. Nella conferenza stampa con Dombrovskis, Paolo Gentiloni sembrava il suo passacarte, ossequioso e con un inglese stentato. Ecco le mie reazioni a caldo. Ci sarà da approfondire nei prossimi mesi e magari far finta di partecipare.

europa_unioneeuropea_commissione_lapresseNUOVE REGOLE UE/ Le finte soluzioni ai danni causati da Bruxelles

- int. Sergio Cesaratto
La sede della Commissione Ue a Bruxelles (Lapresse)  

La Commissione europea avvia una consultazione sulla revisione del Patto di stabilità e crescita. Questo non basta ad aiutare l’Italia

La Commissione europea ha deciso di avviare una consultazione sulla revisione del Patto di stabilità e crescita. L’iniziativa è stata presentata ieri a Bruxelles da Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni. “La stabilità resta un obiettivo, ma serve ugualmente sostegno alla crescita e alla mobilitazione di enormi investimenti per combattere i cambiamenti climatici”, ha detto il commissario agli Affari economici. La Commissione he predisposto delle domande cui potranno fornire le loro risposte, tra gli altri, Governi, Parlamenti, università ed economisti. Si prospettano quindi tempi lunghi prima della conclusione di questa consultazione. «Le agonie sono lunghe, l’Italia è in uno stato comatoso da 30 anni, quindi se aspetta ancora un po’ non cambia molto. Non sono quindi i tempi lunghi a preoccuparmi, quanto il fatto che temo che questa consultazione non porterà a nulla di concreto. Non credo che delle opinioni che verranno espresse si terrà molto conto, visto il peso che è stato dato in questi anni a quelle già ampiamente diffuse. Alla fine saranno i governi a decidere», ci dice Sergio Cesaratto, professore di Economia politica all’Università di Siena.

sabato 1 febbraio 2020

Il Meccanismo europeo di stabilità a Pisa - il video

31 gennaio 2012- La chiacchierata a PaP di Pisa su MES e dintorni. Simpatici compagni, simpatica atmosfera.
il video

Buon visione.