Visualizzazione post con etichetta MES. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MES. Mostra tutti i post

martedì 2 gennaio 2024

Patto di stabilità: è finita come doveva finire

 

 Intervista a Il sussidiario 24 dicembre 2023 (a cura di Lorenzo Torrisi)

NUOVO PATTO DI STABILITÀ/ “Italia lasciata senza alternativa, arriva l’austerità perpetua”

- int. Sergio Cesaratto

La riforma del Patto di stabilità non porta a una vera governance economica europea. Per l'Italia si prospettano anni di austerità

Cosa pensa dell’accordo finale raggiunto sulla riforma del Patto di stabilità e crescita?

Mah, è finita come doveva finire. La verità è che l’Europa è irriformabile. È discesa in una valle finendo in una palude. In via di principio avrebbe la forza di tirarsene fuori e andare avanti, ma ci si dovrebbe aiutare a vicenda. I DNA non sono però programmati per farlo, mentre tornare indietro è impossibile perché il vecchio assetto (monete nazionali) è irrimediabilmente franato. Un patto di stabilità c’è anche negli Stati Uniti, o fra le nostre regioni. Ma poi ci sono bilanci federali o nazionali e, negli USA, una banca centrale alle spalle del governo. In Europa non si va oltre una politica di paletti e vincoli. Non è così che si fa la politica economica. Ma un governo federale in Europa non si avrà mai.

domenica 31 ottobre 2021

Draghi, falchi e colombe. Intervista a Il sussidiario.net

 

PATTO DI STABILITÀ/ Il trucco dei falchi per far cadere l’Italia in trappola

- int. Sergio Cesaratto

Si continua a discutere, ma non in Italia, del futuro della governance europea. Il nostro Paese rischia di rimanere intrappolato in regole all’apparenza convenienti

Per l’Italia si tratterebbe di una modifica positiva? Secondo Sergio Cesaratto, Professore di Politica monetaria e fiscale europea all’Università di Siena, che ha appena pubblicato “Sei lezioni sulla moneta – La politica monetaria com’è e come viene raccontata” (Diarkos), «una proposta del genere potrebbe essere ingannevole in quanto apparentemente più realistica. La riduzione in 20 anni del rapporto debito/Pil sino al 60% prevista dal Fiscal compact del lontano 2012 è rimasta misura inapplicata in quanto irreale.

Essa avrebbe comportato surplus di bilancio primari (surplus una volta pagati gli interessi sul debito) tali da far crollare la domanda interna e l’economia rendendo, peraltro, ancora più lontano quell’obiettivo. La natura surreale del provvedimento l’ha reso lettera morta. Rendendolo apparentemente più realistico lo si vorrebbe rendere operativo. Ma gli effetti drammatici sull’economia sarebbero i medesimi sia che si voglia arrivare al 60% che al 100%. Le regole non vanno ideate a tavolino».

venerdì 11 dicembre 2020

Presentazione sul MES

Video del dibattito


Più sotto le slides. Il riferimento al paper sul confronto fra unioni monetarie USA ed europea é: A.Barba & G.De Vivo (2013),

Flawed Currency Areas and Viable Currency Areas: External Imbalances and Public Finance in the Time of the Euro,
Contributions to Political Economy 32(1):73-96.

 

mercoledì 9 dicembre 2020

Appuntamenti

 

Giovedì 10 ore 21 MES (con i proff. Dani e Somma).
 
Venerdì 11 ore 17 presentazione Heterodox challenges