Pubblichiamo un intervento a un dibattito con Stefano Fassina all'Università di Modena.
Nel frattempo il nostro paese è diventato il capro espiatorio della coppia Merkel-Sarkozy che, incapace di decidere alcunché di serio per frenare il collasso dell'Eurozona, non han trovato di meglio che prendersela col nostro paese, complice il burlone che ci rappresenta. La altrettanto clownesca coppia M-S è arrivata a far credere che, risolti i problemi della Grecia (sic), i problemi europei sono causati dall'Italia! Ma, ammesso e non concesso che il debito italiano sia un problema, questo è lì da vent'anni: allora perché nel passato non era un problema? Lo è ora perché la Germania impedisce alla BCE di intervenire offrendo la garanzia illimitata di cui abbiam parlato tante volte, ribadita in queste ore da Guido Tabellini, De Grauwe, il finanziere Soros e tante altre autorità (v. sotto, v. anche oggi Martin Wolf sul FT). L'improbabile coppia M-S deciderà cose inutili nel vertice di oggi (mercoledì) su cui torneremo. Intanto le misure imposte all'Italia peggioreranno la situazione nostra e dell'intera Europa.
Ma quasi tutti gli esponenti politici, in prima linea molti del PD, hanno introiettato il senso di colpa instillatoci dalla buffa coppia S-M, e ci chiamano al doveroso supplizio. Dio acceca coloro che vuol perdere, peccato però che noi non possiamo scendere da questo bus.
Nell'intervento qui sotto cerchiamo, fra l'altro, di risalire alla radice storica, nel PCI, delle posizioni degli esponenti del PD. In un "box" critichiamo l'idea che la causa ultima della crisi sia in una presunta "finanziarizzazione" dell'economia, cosa che fa credere che l'economia (capitalistica) "reale" sia "sana". In realtà la finanziarizzazione cerca di colmare le contraddizioni dell'"economia reale", ma aprendone di nuove.
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martedì 25 ottobre 2011
lunedì 3 ottobre 2011
Intervento a un convegno della sinistra
Pubblichiamo oggi un nostro intervento a un incontro di una forza politica del centro-sinistra – non importa dire quale. Sebbene nell’intervento si ripetono cose note ai lettori, ho inserito aggiornamenti sull’evoluzione del quadro europeo e i riferimenti alla stampa internazionale a oggi lunedì 3 ottobre.
Quello che la sinistra dovrebbe dire sull'Europa
Sergio Cesaratto
1. Manovre non solo inique, ma inutili; peggio, dannose.
Quello che colpisce del dibattito politico italiano è l’assenza della problematica europea. Non v’è dubbio che l’Unione Monetaria Europea (EMU) abbia inciso negativamente sull’economia del paese in seguito sia alla perdita di competitività che, con la rinuncia alla banca centrale sovrana, in termini di sostenibilità del debito pubblico (insostenibile ai tassi attuali). La sinistra italiana ha introiettato una sorta di senso di colpa per cui con un debito pubblico al 120% del PIL il paese non ha diritto a una voce in capitolo in Europa. Condivisa dalla massima autorità istituzionale del paese, tale preoccupazione porta a ritenere che solo presentando le credenziali giuste sui conti pubblici il paese potrà esigere qualcosa dall’Europa. E’ una prospettiva sbagliata dal punto di vista economico.
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domenica 7 agosto 2011
Le condizioni della Bce
Il blog pubblica un aggiornamento sulle vicende europee e un articolo pubblicato da Terra quotidiano
La Bce è finalmente intervenuta nel fine settimana, ma marginalmente sui titoli portoghesi e irlandesi con effetti nulli su quelli italiani il cui scarto con quelli tedeschi è volato oltre i 400 punti - cioè se la Repubblica italiana emettesse titoli ora pagherebbe il tasso che pagherebbe lo stato tedesco più 4%, una enormità che farebbe alla lunga fallire chiunque. Trichet e Draghi hanno posto come condizione al sostegno dei titoli italiani l'anticipazione della manovra, una manovra ricordiamo che colpisce il ceto medio-basso e non gli evasori. C'è un grave deficit di democrazia in un'Europa in cui i tecnocrati indicano ai governi cosa devono o non devono fare - o i Presidenti della Repubblica concordano le direttive di governo coi governatori delle banche centrali, ricordate: Napolitano ha visto Draghi due volte nei giorni scorsi.
La Bce è finalmente intervenuta nel fine settimana, ma marginalmente sui titoli portoghesi e irlandesi con effetti nulli su quelli italiani il cui scarto con quelli tedeschi è volato oltre i 400 punti - cioè se la Repubblica italiana emettesse titoli ora pagherebbe il tasso che pagherebbe lo stato tedesco più 4%, una enormità che farebbe alla lunga fallire chiunque. Trichet e Draghi hanno posto come condizione al sostegno dei titoli italiani l'anticipazione della manovra, una manovra ricordiamo che colpisce il ceto medio-basso e non gli evasori. C'è un grave deficit di democrazia in un'Europa in cui i tecnocrati indicano ai governi cosa devono o non devono fare - o i Presidenti della Repubblica concordano le direttive di governo coi governatori delle banche centrali, ricordate: Napolitano ha visto Draghi due volte nei giorni scorsi.
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