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mercoledì 3 ottobre 2018

Lucio Baccaro su "Chi non rispetta le regole?"


Economia e politica ha pubblicato una lunga e bella recensione di Lucio Baccaro al mio libro. Per chi non lo sapesse, Lucio ha ereditato da Wolfgang Streeck la direzione del prestigioso Max Planck Institute for the Study of Societies di Colonia.

Le doppie morali della crisi europea
Lucio Baccaro
Max Planck Institute for the Study of Societies
Settembre 2018


Sergio Cesaratto ha scritto un bel libro, Chi non rispetta le regole? (Cesaratto 2018), con l'obiettivo di smontare sistematicamente una particolare lettura della crisi dell'Euro, che assolve completamente la classe dirigente politica ed economica tedesca, e scarica per intero la responsabilità sui paesi della periferia europea. È una lettura moraleggiante, diffusa non solo in Germania, ma anche in ambienti italiani di orientamento liberista. Non è affatto un'invenzione dell'autore. Al contrario, personalmente ho ascoltato diverse volte questo tipo di narrazione quando, nell'autunno del 2013, condussi con Klaus Armingeon una serie di interviste volte a capire in quale maniera funzionari publici, politici e sindacalisti tedeschi interpretassero la crisi dell'Euro e le risposte da dare ad essa (Armingeon e Baccaro 2015).

venerdì 6 luglio 2018

Il libro in Germania

Italien und der deutsche Hohn


Das Forum Romanum, im Hintergrund der Capitolshügel mit dem Nationaldenkmal für Viktor Emanuel II.
(Foto: Regina Schmeken)
Il 16 giugno scorso la Suddeutsche Zeitung, un giornale tedesco di qualità secondo solo alla FAZ, ha pubblicato un articolo sull'Italia che cita Chi non rispetta le regole? L'articolo è molto confuso e ci tratta comunque da sconfitti, anche se sul finale mostra qualche apertura. Anche la citazione del libro non sembra coglierne il senso.
Traduzione dell'articolo di Giovanni Fosella che ringrazio.

L’Italia e lo scherno tedesco

di Von Thomas Steinfeld

L’Italia si sta autodistruggendo? Dal punto di vista tedesco, a molti sembrerebbe di si. Ma non per gli italiani.

Che ci sia un “Europa dei Vinti”, e’ chiaro dall’inizio della cosiddetta crisi finanziaria, cioe’ da circa 10 anni. Da allora, la ricchezza dei paesi che si sono uniti nella comune moneta europea (euro) cresce poco, almeno se confrontata con quella della Cina o degli Stati Uniti.

venerdì 29 giugno 2018

Varie ed eventuali

Video presentazione Roma qui 

Locadine Potenza (29/6), Salerno (2/7), Udine (6/7). Finalmente anche al Sud!

Di seguito messaggio al meeting del PCI (sic) del 21 giugno sull'Europa













Care compagne e compagni,
un impegno mi trattiene all’estero, ma vi invio volentieri un saluto per questo importante e tempestivo incontro sui temi europei. Due eventi dominano lo scenario europeo in questi giorni. Da un lato v’è l’insubordinazione italiana che si è sinora espressa soprattutto sul tema dell’immigrazione, anche se è temuta pure sui temi della governance economica europea, come dimostrano gli spread a livelli relativamente elevati.
Dall’altro Angela Merkel è stretta fra le istanze populiste – chiamiamole così per comodità – provenienti soprattutto dall’Italia e la destra interna (CSU e AFD) che chiede un irrigidimento delle posizioni tedesche, sia sul fronte dell’immigrazione che su quello della governance dell’eurozona.
Questo mostra come non vi sia molto spazio per una mediazione francese, in barba alle manie di grandezza di quel Paese. E infatti a Macron non è rimasto altro che starnazzare contro le politiche del governo italiano sull’immigrazione. In Europa lo spazio per soluzioni condivise sui due temi, immigrazione e governance economica sono molto limitati. Va dato comunque atto al nuovo governo italiano di aver smosso le acque.
Diciamocelo chiaramente: l’immigrazione non è il tema più importante per il Paese. Più importanti sono i temi economici e dello sviluppo. Però non è un tema secondario, e la gente lo sente molto. Su questo voglio essere chiaro. Se accanto a misure di sostegno alla fertilità, e dunque a donne e famiglia, il Paese avrà anche bisogno di immigrati, questo fenomeno va gestito. E siccome non mi racconto bugie, e non le racconto a voi, ogni politica di frontiere aperte è un irresponsabile segnale ai commercianti di esseri umani a fronte di centinaia di milioni di potenziali immigrati (l’Africa è ancora nel pieno di un boom demografico). Quindi va lanciato un segnale chiaro alle aspirazioni dei potenziali immigrati, accompagnato da misure di aiuto in quei Paesi e di soccorso a chi è intrappolato il Libia. Ma il segnale deve essere inequivoco. Su questo non mi sento di criticare il governo (al di là del folklore di certe espressioni salviniane).
Sui temi della governance economica dell’eurozona quello che c’è sul piatto è poco e preoccupante, come ho anche spiegato nel mio recente libro. Merkel darà un contentino a Macron nei riguardi del fondo europeo anti-ciclico: un fondo a vantaggio dei Paesi colpiti da una recessione. Si tratta di briciole, probabilmente sottratte da altre voci del minuscolo bilancio europeo; per di più assegnate ai Paesi rispettosi delle regole. In cambio la Merkel vorrebbe regole più stringenti sul controllo dei bilanci, espropriando ancor di più la sovranità democratica dei Parlamenti nazionali. Il governo italiano farà bene a porre dei veti.
Vedremo il governo alla prova dei fatti sugli altri temi. La flat tax è stata per ora accantonata. Se e quando rispunterà fuori, dovremo esercitare la nostra opposizione. Piuttosto si tratta di vedere che direzione prenderà il governo sul tema dell’Europa. Infatti con spread a 250 punti gli spazi di manovra fiscale si riducono, e con essi la possibilità di misure sociali (come la Fornero) e di crescita dell’occupazione. Questa è la sfida che ha davanti. Ancora non è tuttavia chiaro con quale pacchetto di proposte esso si presenterà in Europa. Quello che accadrà al Consiglio europeo della prossima settimana sarà rivelatore. Il governo giocherà di rimessa o avanzerà proposte?
Questo non è il nostro governo. Ma una sinistra che si limitasse a definirlo fascista (cosa che non mi pare assolutamente) commetterebbe l’atto finale del suo suicidio politico. Il governo va incalzato su alcuni temi, contestato su altri (per esempio sulla giustizia), mentre dobbiamo pensare a un’alternativa per il Paese. Purtroppo i segnali che vengono da gran parte della sinistra non promettono bene. Ma dio acceca chi vuole punire.
Spero che per voi non sia così. Vi auguro un buon lavoro.
SC
21 6 2018

mercoledì 20 giugno 2018

"Chi non rispetta le regole" a Roma


 Pubblichiamo la traccia della mia presentazione del libro a Roma in una splendida cornice. Grazie all'amico Alberto e ad Asimmetrie. Splendidi i/le ragazz* di L'intellettuale dissidente. A breve il video a cura di ByoBlu, grazie anche al loro.

Il libro nasce da una conferenza a Friburgo, la patria dell’ordo-liberismo tedesco, in cui cercavo di spiegare agli amici tedeschi che le responsabilità del mancato funzionamento dell’euro, almeno dal nostro punto di vista, non erano imputabili solo all’Italia, ma forse soprattutto alla Germania. In un certo senso questa è un’affermazione contraddittoria, in quanto l’euro gli italiani se lo sono cercato e hanno aiutato attivamente a disegnarlo. L’euro è il culmine, a ben vedere, del nuovo regime di politica monetaria ispirato e impostato da esponenti come Andreatta e la sua corte bolognese (Prodi, Onofri, Basevi fino a Enrico Letta), con il contributo fattivo della Banca d’Italia post-Baffi e della crescente influenza bocconiana. Cos’è questo nuovo regime?

lunedì 21 maggio 2018

"La Città futura" sul nuovo libro

L’ombrello dell’Europa

 Recensione di Ascanio Bernardeschi al mio libro pubblicata da La Città futura. Mi sembra che Ascanio critichi il libro per l'assenza di quello che ne è invece il cuore: alla base della scelta scellerata dell'importazione della disciplina dall'esterno v'è un conflitto di classe irrisolto. Dissentiamo naturalmente su come il conflitto vada (o poteva essere) risolto: attraverso un compromesso socialdemocratico a mio avviso, con la fuoriuscita dal capitalismo secondo lui. Per il resto, una bella recensione.

L’ombrello dell’Europa

Nel libro di Cesaratto si denuncia la politica di dumping sociale e di mercantilismo della Germania, ma manca la critica del capitalismo.



Mark Twain molti anni fa disse che le banche sono come colui che ti presta l’ombrello quando non piove e lo rivuole indietro quando piove. Non poteva prevedere che invece le banche americane, anni dopo, preparando la crisi dei mutui subprime, avrebbero prestato fin troppo, scommettendo su un andamento continuamente favorevole del mercato immobiliare e andando a gambe all’aria con lo scoppio di questa bolla speculativa.