Intervista su Il Sussidiario.net
PIL E MANOVRA/ Anche l’Italia precipita nella recessione tedesca
Dalla Brexit ai dazi sempre più incognite sulla crescita. La “golden rule” sugli investimenti non serve, molto meglio puntare sugli Eurobond
Il timbro ufficiale arriva dall’autorevole Bundesbank: l’economia tedesca potrebbe essere entrata in recessione, anche se non profonda. “Il Prodotto interno lordo potrebbe essersi ridotto nuovamente nel terzo trimestre del 2019” dopo il -0,1% del secondo trimestre, con l’export che continua a soffrire e gli indicatori di fiducia che non fanno intravedere una svolta immediata. Tuttavia, “una recessione nel senso di un significativo, ampio e durevole declino della produzione, con capacità inutilizzata, al momento non è in vista”.È solo l’ultimo anello di una catena di cattive notizie per l’economia mondiale, che va ad aggiungersi alle incognite legate alla Brexit, alla guerra dei dazi che colpisce anche l’Europa, a un Sudamerica in fiamme per le proteste sociali e a un rallentamento globale, sancito pochi giorni fa dalle stime del Fondo monetario internazionale, che si fa sentire anche sull’economia cinese, la cui crescita è in frenata. Non è uno scenario troppo preoccupante per un Paese dai conti fragili come l’Italia? E quali effetti potrebbe avere sulla nostra economia e sulle nostre gracili prospettive di crescita? La manovra a cui sta lavorando il Governo non rischia di essere inadeguata di fronte a questa sfida? E che cosa potrebbe cambiare il quadro?
Ne abbiamo parlato con Sergio Cesaratto, professore di Economia politica all’Università di Siena, che commenta:

