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giovedì 3 novembre 2011

Cartellino rosso per la Grecia. Ma allora si può essere esplusi.

Pubblichiamo un articolo con Turci su Europa quotidiano.
Nel frattempo Merkel-Sarkozy minacciano la Grecia di espulsione. Ma allora un'uscita dall'Euro non è così drammatica. Speriamo presto di poter istruire un po' questo passaggio (che temiamo comunque drammatico per grandi paesi). Segnaliamo ottimo articolo di Wray e va letto con quello di Wolf sul FT: entrambi mostrano come i paesi in disavanzo estero possono restituire il debito ai paesi in surplus solo se i ruoli si invertono, ma l'arcigna Germania questa matematica proprio non la vuole capire e pensa di risolvere tutto a cartellini rossi.
Intanto Giuliano Ferrara continua a perseguitarmi nominandomi con grande enfasi a Radio Londra domenica sera. Condivisibile tutto ciò che ha detto sull'Europa, squallido l'appoggio a Berlusconi, peraltro un non sequitor fra le critiche alla BCE e il consiglio al Cavaliere di far approvare per decreto i dicktat dell'UE. Solo per completezza, interviste su il Foglio (ero ancora all'oscuro del "premio") a Radio 3. Oggi anche Turci è su il Foglio. Il buon Bordin ha citato ieri la mia intervista alla Rassegna stampa di Radio Radicale, e l'ha di nuovo richiamata oggi (anche su il Riformista) mettendo in luce come un commento (del giornalista) introdotto dopo che avevo controllato il testo: "E’ una totale convergenza di fatto con Krugman e Berlusconi." fosse un non sequitur un po' troppo spregiudicato. Grazie. Alcuni a sinistra storceranno comunque il naso: vedete, vi fate strumentalizzare dalla destra (pubblicherò qui i commenti al mio "premio" appena possibile). A parte che Ferrara non ce lo siamo andati noi a crcare, è invece importante che anche in maniera provocatoria certe idee si facciano spazio (vedi La Malfa su l'Unità che ci cita e critica il tardivo pentimento di Tabellini e L.Reichlin sul ruolo della BCE). Si stia attenti, sebbene liberarsi di Berlusconi ci farà tirare un sospiro di sollievo e calare ai livelli spagnoli gli spread, Monti o chi per lui ci imporrà (ma ci riuscirà?) una agenda liberista che non c'entra nulla con la (necessaria) crescita. Questa richiede una nuova Europa e la ripresa della domanda aggregata nei paesi forti e un nuovo governo con la schiena dritta che la pretenda. Poi dovremo fare i compiti a casa. Ma qui rimando all'articolo.

mercoledì 12 ottobre 2011

Debito pubblico: quello che i moderati del Pd non capiscono


 Pubblichiamo un intervento con Turci su Europa quotidiano (mercoledì 12 ottobre). Nel frattempo, è curioso come un appello di 100 personalità europee pubblicato oggi da Il Sole spiazzi "a sinistra" i moderati del PD (Veltroni, E.Letta & c.), che critichiamo nel nostro articolo. Si legge fra l'altro:"i governi dell'Eurozona dovranno dare mandato al Fondo europeo per la stabilità finanziaria (EFSF) e alla Banca centrale europea (BCE) per cooperare al fine di riportare la crisi sotto controllo. Tali istituzioni potrebbero garantire ed, infine, ricapitalizzare il sistema bancario e permettere ai paesi in difficoltà di rifinanziare il proprio debito, entro limiti prestabiliti, emettendo buoni del tesoro che possono essere ceduti a risconto alla BCE, di fatto senza costi." Fra i firmatari italiani, Bonino, Marcegaglia e D'Alema. Interessanti le richieste del candidato (sconfitto) al primo turno delle primarie per la premiership socialista in Francia: "In a letter published by Libération the Arnaud Montebourg, who came third in the Socialist presidential contest, has put a list of demands to Francois Hollande and Martine Aubry, before he will make up his mind on whom to endorse. Montebourg wants a financial transaction tax to pay for the public debt that many euro states had to accumulate in order to safeguard the banks. Also he wants to reform the ECB’s rulebook so that it can buy government bonds on the primary market. Also, he wants to reinforce protectionist measures to avoid foreign control of strategically important companies and outsourcing of staff. Lastly he wants to increase democratic control of French politics by augmenting the parliament’s powers, limiting the president’s impunity and making the judiciary system more independent. Montebourg came in third with 17%. "