Pubblichiamo la traccia del mio intervento al Forum economia della CGIL in cui alcuni sindacalisti tedeschi hanno presentato un loro "Piano Marshall" per l'Europa. La presentazione e il dibattito non hanno modificato i miei giudizi. I sindacalisti hanno enfatizzato di più il finanziamento via una patrimoniale (i cui proventi, ma non sono sicuro di aver capito bene, proverrebbero per il 50% dalla Germania) piuttosto che dalla Tobin tax. Ma la retorica su questa magica tassa che frena la speculazione e redistribuisce reddito non è mancata. Più interessante quando han detto che vedono il piano come un inizio di un bilancio europeo. Invece elemento pre-keynesiano l'idea che vi siano in giro capitali finanziari inutilizzati che solo attenderebbero opportunità di investimenti sicuri e redditizi come quelli offerti dal Piano DGB. (Da un punto di vista Keynesiano non esistono "risparmi" inutilizzati. Dato che sono gli investimenti a generare i risparmi, questi non hanno esistenza autonoma dagli investimenti che li hanno generati). Più pertinentemente Andriani ha suggerito che dovrebbe essere la BCE a finanziare il piano. Non è mancata la retorica tedesca sull'importanza di una uscita "solida" dalla crisi (insomma un intervento della BCE non è cosa solida), da niente nasce niente ecc. A volte sembrava che la CO2 e la green economy fosse il loro vero assillo, ma sono certamente, come al solito, troppo maligno.
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giovedì 11 luglio 2013
Cari compagni tedeschi
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sabato 31 marzo 2012
Deve peggiorare prima di migliorare - intervento a un convegno CGIL
La situazione economica deve peggiorare prima che quella politica migliori, ma dobbiamo prepararci con un pensiero economico pienamente eterodosso. L’esempio dell’Argentina.
1. Nonostante l’apparente bonaccia, la situazione economica rimane preoccupante. Non c’è ragione per cui gli spread scendano sotto i 300 punti, e semmai risaliranno se la situazione delle altre economie periferiche si aggraverà, com’è presagibile. Solo un quadro di politiche economiche assai diverse – rinnovato ruolo della BCE e politiche espansive in primis in Germania – potrebbe raddrizzare la situazione. In questo ambito, le politiche adottate in Italia sono non solo inutili, ma controproducenti.
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venerdì 16 marzo 2012
Un importante congresso in Argentina
Il vostro blogger è stato invitato assieme a un gruppo di altri economisti eterodossi a un importante congresso a Buenos Aires la prossima settimana:http://www.congresoheterodoxo.unq.edu.ar/
Saremo accolti con grandi onori. In un momento di crisi globale e di difficoltà dell'economia convenzionale, l'Argentina ha ritenuto di invitare un gruppo di noti economisti eterodossi in un intenso congresso che li vedrà impegnati con numerose relazioni di fronte a un pubblico atteso di centinaia di studenti e docenti.
Saremo accolti con grandi onori. In un momento di crisi globale e di difficoltà dell'economia convenzionale, l'Argentina ha ritenuto di invitare un gruppo di noti economisti eterodossi in un intenso congresso che li vedrà impegnati con numerose relazioni di fronte a un pubblico atteso di centinaia di studenti e docenti.
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venerdì 9 marzo 2012
Un importante dibattito
Martedì 13 marzo ore 10-13,30 presso l'Associazione stampa estera, Via dell'Umiltà 83/C a Roma si svolgerà un importante dibattito. Dirò alcune delle cose raccontate nell’articolo che segue alla locandina del convegno.
S
In occasione della pubblicazione del volume a cura di Leonardo Paggi Un’altra Italia, in un’altra Europa (Carocci) la CGIL (Fondazione Trentin), la Fondazione Friedrich Ebert e l’Associazione per la storia e le memorie della Repubblica invitano al dibattito:La crisi dell’Europa: il ruolo della Germania e dell’Italia.Intervengono: apertura:M. Braun (F. Ebert), W.Cerfeda (F.Trentin)Relazioni:M.H.Gerdts (Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania), P.GuerrieriInterventi programmati:S.Cesaratto, S. Fassina, P.Leon, D.M.Nuti, L. Paggi.Conclusioni: L.Castellina, G.Epifani.
La Germania e l’Italia che vorremmo (e quelle che abbiamo)
Sergio Cesaratto
Il 2 marzo il primo ministro italiano dichiarava al termine di un vertice europeo che la crisi finanziaria era uscita per un po’ di scena “speriamo per sempre.” La battuta, oltre che improvvida, suona persino cinica se si pensa che in quel meeting il primo ministro spagnolo aveva disperatamente chiesto, fra l’ostilità dei suoi colleghi, un allentamento degli obiettivi di rientro del disavanzo pubblico - questo è stato dell’8,5% nel 2011 contro un obiettivo del 6%, mentre il perseguimento dell’obiettivo del 4,4% nel 2012 comporterebbe una manovra aggiuntiva di €44 miliardi tale da distruggere lo stato sociale spagnolo, a detta di Mariano Rajoy, e se questo è troppo persino per un conservatore spagnolo, v’è da crederci (Eurointelligence). Il “successo” del taglio al debito privato greco non tragga in inganno, quel paese è spacciato e il resto del debito è sulle spalle del resto dell’Europa, compreso sui paesi che come l’Italia non hanno responsabilità in merito a differenza della Germania (qui).
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sabato 27 agosto 2011
Manovra inutile in un'Europa allo sbando
l'Unità di sabato 27 agosto ha pubblicato il pezzo, sotto allegato, di Lanfranco Turci e mio col titolo, fuorviante, "L'austerity non basta" (laddove il senso del pezzo è "L'austerity non serve").
Nel vedere lo sbando dell'Europa e del governo tedesco in particolare - il Presidente Wullf che intima alla BCE di rientrare nei ranghi viene zittito dalla Merkel in una cacofonia di voci - viene in mente l'attualità dell'interpretazione della grande crisi di Charles Kindleberger (1910-2003), il grande economista politico, che l'attribuì all'assenza di leadership economica nel passaggio di testimone fra l'impero britannico e quello americano.
Nel vedere lo sbando dell'Europa e del governo tedesco in particolare - il Presidente Wullf che intima alla BCE di rientrare nei ranghi viene zittito dalla Merkel in una cacofonia di voci - viene in mente l'attualità dell'interpretazione della grande crisi di Charles Kindleberger (1910-2003), il grande economista politico, che l'attribuì all'assenza di leadership economica nel passaggio di testimone fra l'impero britannico e quello americano.
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