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venerdì 1 agosto 2014

La Gaza dei fondi avvoltoio




 Il manifesto mi ha chiesto un pezzo sull'Argentina. Eccolo (registrazione richiesta). Forse non sono d'accordo sulla mia stessa conclusione che fa sembrare il debito pubblico italiano a rischio default (ha prevalso il trovare una frase finale a effetto). In verità con differenti politiche europee il debito pubblico italiano sarebbe sostenibile. E fuori dall'euro potrebbe essere ridenominato in lire, cioè nella nostra moneta (per cui non si può fallire per definizione, il che non vuol dire che l'uscita sia una passeggiata). Il problema della ristrutturazione si pone per chi emette titoli del debito in moneta estera. In questo senso, rimanendo nell'euro con queste politiche un problema di ristrutturazione si potrebbe porre anche per noi e qualcuno ne ha parlato. Ma mi sembra via assai complicata.
Argentina: doccia fredda su un paese sovrano
Sergio Cesaratto
La crisi del debito argentino riporta l’orologio della storia indietro di 13 anni. A tutti gli effetti il default di Buenos Aires del 2001 fu l’ultimo di una serie di fallimenti sovrani cominciata al principio degli anni 1980.

sabato 12 luglio 2014

Una economista argentina sui fondi avvoltoio



Argentina, default e fondi avvoltoio

Margarita Olivera*
(guest blogger)

Si parla molto in questi giorni della situazione argentina e del potenziale nuovo default a cui andrebbe incontro dopo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di confermare la sentenza del 2012 del giudice Thomas Griesa di pagare il 100 per cento a un gruppo di hedge funds speculativi che non sono entrati nelle ristrutturazioni del debito estero del 2005 e del 2010. Nell’opinione della sottoscritta si tratta di una decisione più che altro politica. Cominciamo dall’inizio.