Con colpevole ritardo posto pezzo uscito su il manifesto del 30 luglio.
La lezione greca
Sergio Cesaratto
Agli occhi della sinistra, indipendentemente dall’esito del referendum
greco, da questa vicenda l’Europa dovrebbe uscire politicamente distrutta - ma
il condizionale è ahimè d’obbligo. Come abbiamo già scritto su questo giornale,
le richieste di Syriza sono state più che moderate, fondamentalmente accondiscendenti
alla continuazione dell’austerità. La moratoria sul debito richiesta da Syriza
era qualcosa che l’Europa era comunque pronta a concedere, perché tanto un
debito che non si è in grado di pagare non sarà pagato. In cambio la Troika ha
chiesto la conferma delle politiche di austerità affinché la Grecia si ponesse
in condizione di non dover richiedere ulteriori prestiti. E su questo la
trattativa si è rotta, nel senso che la Troika non si è fidata delle misure pur
accomodanti proposte da Syriza, volendo tagli più certi e immediati.