
Econopoly, il blog de Il Sole-24 Ore ha pubblicato un articolo di Antonino Iero e mio. Uscito sabato sera, il lunedì mattina aveva avuto 20 mila visualizzazioni.
E’ il tasso di interesse, bellezza!
Nel pieno della polemica di queste settimane, il
commissario europeo Moscovici ha affermato: "Una
manovra che aumenta il debito pubblico che è già 132%, il cui rimborso annuale
ammonta a 65 miliardi l'equivalente del bilancio per l'istruzione, e che pesa
1.000 euro a italiano, non è bene per il popolo. E' il popolo che paga ed è il
popolo che rimborsa. Sono i più vulnerabili" (La Repubblica, 26 ottobre
2018). La ricetta di Moscovici, presentata come puro buon senso dalla maggior
parte degli opinionisti, consisterebbe nell’abbattere il debito pubblico per
abbattere la mole di interessi. O viceversa? Due cose oltre a tasse e funerale
sono certe: le manovre di abbattimento del rapporto fra debito pubblico e PIL
sono una fatica di Sisifo, in quanto spesso deprimono il denominatore più che
il numeratore. La spesa per interessi non è una “variabile indipendente”, un
fattore ineluttabile: i tassi di interesse li fanno le banche centrali e non i
mercati, a meno che questi vengano lasciati operare liberamente.