di Daniele Cesaratto
(4° anno, Liceo Tasso Roma. L'articolo uscirà sul giornale scolastico)
Nelle sue ultime dichiarazioni il nostro Draghi nazionale ha dichiarato che la BCE sosterrà illimitatamente l'acquisto dei titoli di stato a breve scadenza dei paesi in difficoltà (purché si rivolgano al “Fondo salva-stati”, e accettino i soliti vincoli di austerità). Questo intervento abbasserà i cosiddetti “spread”, poiché l'acquisto dei titoli di stato da parte della Banca Centrale garantisce che il loro valore non scenda, provocando la crescita dei tassi d'interesse che gli stati (e quindi noi) devono pagare. Mario Monti, direttamente dalla riunione del Partito Popolare Europeo, col quale “ammette” di avere una «particolare affinità» (ma va'?), si dice molto soddisfatto di questo «passo avanti importante» (e già che c'è ricorda a tutti come sostenne l'ingresso di Forza Italia nel Ppe nel '94 per via dell'affinità ideale tra i due partiti). Per capire perché questo intervento servirà a ben poco bisogna innanzi tutto chiarire un equivoco: questa non è una crisi del debito pubblico, e la natura di questa crisi non è unicamente finanziaria.