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martedì 21 marzo 2017

Può accadere di nuovo? Antonella Palumbo in italiano



 Vaci dall'estero ha tradotto su nostro invito il saggio di Antonella Palumbo già pubblicato in inglese

Può accadere di nuovo? Sulla definizione del campo di battaglia per una rivoluzione teorica in economia

Antonella Palumbo
(Università di Roma 3)

Per la nostra serie ‘Experts on Trial’, Antonella Palumbo sostiene la necessità di liberarsi di trite parole d'ordine 'scientifiche' che mascherano in realtà scelte sociali e politiche.
In seguito al terremoto politico rappresentato dall'elezione di Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti e dal voto a favore della Brexit, si va sviluppando un dibattito intorno all’idea che le élite politiche e intellettuali abbiano perso la capacità di comprendere la direzione verso cui si muove la società, e che il loro rapporto con quest'ultima sia inficiato da una crisi di rappresentanza. I segnali di disagio e di insofferenza si moltiplicano, mentre cresce il timore che le elezioni francesi e tedesche diano luogo a ulteriori esiti traumatici.
I politici, ovviamente, sono i primi destinatari della disaffezione dell’opinione pubblica, che li considera sia incapaci di rendersi conto di quanto profondamente le trasformazioni economiche degli ultimi decenni abbiano inciso sulla vita quotidiana della gente comune, sia del tutto indifferenti alle sofferenze che ne derivano. Ma anche agli economisti si guarda con crescente scetticismo, visto che gran parte della professione si è mostrata più interessata a celebrare i vantaggi della globalizzazione che ad analizzare senza preconcetti le complesse trasformazioni che questa implicava  ̶  e le loro conseguenze.

giovedì 17 settembre 2015

Teoria e politica economica: chi parla male, pensa male

Ripubblichiamo, con il permesso dell'autore, un vecchio saggio di Fabio Petri che ci sembra tuttavia ancora utile come introduzione all'importanza che una solida base di analisi economica ha per trarre valide conclusioni di politica economica.

Teorie economiche alternative: implicazioni per la politica economica

Fabio Petri

Docente di Economia Politica presso l'Università degli Studi di Siena
26/01/1995
         C'è da chiedersi innanzitutto se problemi come la disoccupazione siano da considerare come mali inevitabili, da addebitare ai lavoratori che si ostinano a pretendere salari troppo alti, o se invece si tratti di qualcosa di curabile attraverso interventi governativi che non rendano necessaria una diminuzione dei salari. Questo è un primo gruppo di questioni per le quali aderire ad una scuola teorica o ad un'altra fa una grande differenza. Mi soffermerò su questa differenza e poi parlerò del problema del debito pubblico che è la questione di cui si più si parla in Italia. Come vedremo, anche in questo caso ci si chiederà: il debito pubblico nel nostro Paese va o no azzerato in tempi brevi, mediante un attivo del bilancio dello Stato -cioè tramite entrate dello Stato superiori alle spese?

mercoledì 19 ottobre 2011

Ciao Piero

Sabato 15 è mancato Pierangelo Garegnani, l'allievo di Piero Sraffa e uno dei maggiori economicti eterodossi di sempre. Le esequie si sono tenute a Genova mercoledì 19 ottobre. Pubblichiamo al riguardo un mio articolo sul l'Unità e uno di Antonella Stirati su il manifesto. Torneremo ancora sul contributo di Garegnani all'analisi economica e alla sinistra.
Ecco la dichiarazione di Giorgio Napolitano: "Fu allievo fedele e premuroso, e studioso altamente qualificato di Piero Sraffa, e si adoperò intensamente per tramandarne l'eredità di pensiero. Dall'amicizia per il suo maestro eravamo profondamente legati, e anche per questa ragione lo ricordo con commozione" (da Il riformista 19 ottobre). Grazie Presidente.
La scomparsa di un Maestro dell’economia critica
(l'Unità 19 ottobre 2011)
Sergio Cesaratto
La figura di Pierangelo Garegnani è inscindibilmente legata alla critica alla teoria economica dominante e alla ripresa dell’approccio degli economisti classici e di Marx. Tale lavoro era stato avviato sin dagli anni venti del secolo scorso da Piero Sraffa, di cui Garegnani era l’allievo prediletto.