Pubblichiamo una versione rivista di un saggio uscito sull'ultimo numero di Micromega. Segnaliamo anche un nostro working paper sulla crisi europea (in inglese): "The endless Eurozone crisis, where do we stand? A
Classical-Kaleckian overview" (qui).
L’Agenda
rossa. Note sul programma del centro-sinistra*
Sergio Cesaratto
“L'Agenda Fassina non è scritta da
nessuna parte, mentre da tempo il PD ha la sua che è in rete e tutto sommato
non è così diversa da quella del premier”.
Massimo Mucchetti, Corriere della
sera, 31 dicembre 12.
Un progetto per la società italiana da sottoporre
agli elettori non si misura a numero di pagine, come nella patetica esperienza
delle 252 pagine del programma dell’Unione guidata da Prodi nel 2006, ma in una
chiara ispirazione di fondo sul dove si intenda guidare la società italiana. Si
vota, credo, fondamentalmente su temi economici - che tipo di economia
desideriamo - e diritti civili – quali relazioni sociali desideriamo. Con buona pace di tanti bei discorsi, la drammaticità della crisi
rende l’economia prioritaria. Inoltre,
diciamocelo chiaramente, il secondo tema non pone tanto sfide intellettuali, quanto
piuttosto indignazione nell’incontrare pregiudizi e intolleranze. Una sinistra
pigra intellettualmente – il che è una scelta politica – fa però talvolta dei
secondi il terreno privilegiato, dimenticando che una società in cui sono
assicurati i diritti sociali, lavoro e reddito, fa da base a un’evoluzione
positiva in senso libertario.
La sinistra si confronta con il
disegno di Monti, il quale ha certamente una visione di fondo per l’economia
italiana che è poi quella tradizionale della borghesia liberale italiana (su
cui si veda Fernando Vianello, Lo sviluppo capitalistico italiano
dal dopoguerra al «miracolo economico»: una veduta di insieme, in Il profitto e il potere, Torino 1979). Tale disegno è stato perseguito in maniera cialtronesca da Berlusconi
- a cui le classi dominanti italiane si sono affidate per un ventennio,
sostituendo il coagulo di consenso popolare rappresentato dalla DC con quello
televisivo del Cavaliere (che ora gli è però sfuggito di controllo). E’ con
questo disegno che la sinistra si deve confrontare.[1]