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sabato 19 marzo 2022

Dibattito con Giancarlo Bertocco su moneta, Sraffa, Schumpeter bla bla

 Grazie alle amiche e amici dell'IPKN per il divertente dibattito

Registrazione qui

 o copia e incolla https://www.facebook.com/IPKNetwork/videos/495911865328942


giovedì 30 aprile 2020

Due video interviste su attualità e analisi economica

1) Politicamente Scorretti 7: intervista al prof. Sergio Cesaratto
CSEPI

2)  Presentazione delle Sei lezioni con la prof.ssa Lilia Costabile (allieva di Augusto Graziani) organizzato da Rethinking Economics Pisa (inizia al minuto 11 circa)
Buona visione

giovedì 12 dicembre 2019

Una splendida recensione (però il titolo è mio!)

 
 Recensione di Saverio Fratini (Uniroma3) su Micromega online
 
“Sei Lezioni di Economia - Conoscenze Necessarie per Capire la Crisi più lunga (e come uscirne)” di Sergio Cesaratto, scritto in un linguaggio accessibile anche a coloro che non hanno svolto studi di economia, è un manuale economico divulgativo che, richiamandosi alle idee di Keynes e Sraffa, dice qualcosa di sinistra contro il pensiero economico dominante. 

Capire l’economia per un rilancio delle idee di sinistra

di Saverio M. Fratini*

La divulgazione scientifica è una attività sicuramente meritoria e lo è ancora di più quando ad essere divulgate sono idee alternative rispetto all’impostazione mainstream. In tutte le scienze il pluralismo è una ricchezza: guardare i fenomeni da diversi punti di vista, o anche semplicemente sapere che diversi punti di vista esistono, aiuta sicuramente ad ampliare la nostra capacità di comprensione del mondo che ci circonda. Ciò è particolarmente vero con riferimento all’economia e alle scienze sociali in generale, in cui lo studioso è parte del sistema che studia: ne è influenzato e lo influenza. Come ha scritto Robert Solow[1] (premio Nobel nel 1987), mentre il movimento dei pianeti è completamente indipendente da ciò che pensano gli astronomi, le idee degli economisti hanno effetto sul funzionamento del sistema economico. Così, in economia, il prevalere di una impostazione sulle altre scaturisce da un intreccio di ragioni scientifiche e politiche, a sostegno dell’una o dell’altra parte sociale. Di conseguenza, a differenza di quanto avviene normalmente nelle scienze naturali, nelle scienze sociali non è affatto detto che le teorie più recenti o mainstream siano più solide e avanzate di quelle precedenti o alternative. Si vede, quindi, la grande importanza di coltivare il pluralismo e la storia del pensiero economico.

martedì 26 novembre 2019

Altra lunga intervista su libro e MES (con commenti sotto sale sulle "sardine")


La sinistra e l’economia: da Sraffa e Keynes alla riforma del MES.
Intervista a Sergio Cesaratto
a cura di Alba Vastano
Professor Cesaratto, entriamo subito nel vivo, ovvero l’attuale questione del Mes , il fondo salva Stati. Anzitutto, per i profani in materia di economia, può spiegare cos’è il Mes e come funziona  questo meccanismo applicato all’economia europea?
Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche fondo salva-Stati, fu creato nel 2011. Interviene a finanziare uno Stato quando per quest’ultimo non ha più senso finanziarsi sui mercati a causa di tassi di interesse troppo alti. Semplificando, quando i sottoscrittori del debito pubblico non rinnovano i prestiti, non trovando altri acquirenti a tassi ragionevoli, il Paese non può restituire i prestiti in scadenza ed è in default. Il MES interverrebbe prestando quattrini al Paese, probabilmente in combinazione con la BCE che a sua volta comprerebbe titoli di Stato sotto il cappello dell’OMT (Outright Monetary Transactions), il programma annunciato da Draghi nel luglio 2012 nel famoso discorso in cui disse che la BCE avrebbe fatto tutto quanto necessario (“whatever it takes”) per preservare l’euro. L'aiuto di Draghi era subordinato a prestiti MES, e questi ultimi a un “memorandum of understanding”, un impegno del Paese a perseguire politiche di aggiustamento fiscale (leggi: austerità). Il MES ha un capitale fornito dai Paesi dell’eurozona (80 miliardi), e in caso di prestiti si può finanziare emettendo titoli.

mercoledì 20 novembre 2019

Una lunga intervista

Intervista, mi sembra ben riuscita, su letture.org

Prof. Sergio Cesaratto, Lei è autore del libro Sei lezioni di economia. Conoscenze necessarie per capire la crisi più lunga (e come uscirne) edito da Diarkos: in che modo la teoria economica può aiutarci a spiegare la crisi europea e dell’euro, e il declino del nostro Paese?
 
La prima edizione delle Sei lezioni ha avuto un buon successo perché mostra come esistano diverse teorie economiche le quali ci portano a diverse visioni di come funziona il sistema economico e di come possa dunque essere migliorato. Semplificando, le prime tre lezioni del libro confrontano due teorie, quella “classico-keynesiana” che si rifà ai grandi economisti classici (come Smith, Ricardo e Marx) e alla lezione di John Maynard Keynes (1883-1946), il grande economista inglese dello scorso secolo, e quella “marginalista” (o “neoclassica”) che domina il pensiero economico dalla fine del XIX° secolo. Tale dominio è stato in taluni periodi indebolito dalla critica Keynesiana, ma anche da quella del grande economista italiano Piero Sraffa (1898-1983) che ha riscoperto la visione degli economisti classici. La figura di Sraffa è ignota alla maggioranza degli italiani, persino da quelli colti. Eppure è una figura essenziale per il percorso intellettuale di studiosi come Wittgenstein e Antonio Gramsci. Keynes offrì rifugio a Sraffa, personalmente inviso a Mussolini, accogliendolo nel suo circolo più ristretto a Cambridge. Ed a Sraffa dobbiamo l’innesto di una clamorosa controversia che negli anni sessanta e settanta dello scorso secolo scosse le fondamenta della teoria dominante. Sraffa dimostrò infatti i gravi errori concettuali del marginalismo che lo rendono una teoria analiticamente sbagliata. La controversia è nota come la “controversia fra le due Cambridge”, quella inglese e quella americana (sede del celebre MIT vicino a Boston). Ma protagonisti della Cambridge inglese erano dei giovani italiani, in particolare Pierangelo Garegnani (1930-2011) e Luigi Pasinetti. Garegnani fu l’allievo prediletto di Sraffa ed è stato il mio maestro. A lui devo la chiarezza concettuale delle Sei lezioni che credo sia ciò che ha colpito di più i lettori. “There are two approaches”, “vi sono due impostazioni”, così esordiva nelle sue lezioni, invitandoci a guardare all’economia attraverso le lenti delle grandi teorie economiche. Lo faceva dondolando un poco, e imitando con le mani il movimento della bilancia.

giovedì 14 novembre 2019

Interviste di metà novembre.

Qui link a intervista a Radio Città del Capo di Bologna . Sotto intervista a Il Sussidiario.net

FINANZA E UE/ Francia vs. Germania, Italia ancora sconfitta

- int. Sergio Cesaratto

emmanuel_macron_angela_merkel_1_laprese_2017Angela Merkel conta sempre meno in Germania, ma la Francia non ottiene veri risultati. Per l’Italia ci sono sempre meno spazi in Europa.

Emmanuel Macron e Angela Merkel (LaPresse)
 
Si avvicina il 27 novembre, data in cui il Parlamento europeo potrebbe essere chiamato a esprimersi sulla fiducia alla nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. Non si escludono sgambetti e colpi di scena dopo che martedì sono cominciate le audizioni dei tre nuovi commissari nominati da Francia, Ungheria e Romania. Si continua intanto a discutere dell’apertura sull’unione bancaria arrivata da Olaf Scholz, che è stata vista anche come una mano tesa all’Italia, visto che anche Angela Merkel, durante il suo incontro di lunedì con Giuseppe Conte, è tornata sull’argomento. Abbiamo chiesto un commento a Sergio Cesaratto, professore di Economia politica all’Università di Siena.

martedì 5 novembre 2019

Presentazioni a Udine e Poggibonsi

Presentazioni a Udine 16 novembre e Poggibonsi 19 novembre (seguono dettagli)

giovedì 31 ottobre 2019

Sei lezioni di economia: the remake


"Via ch'eccolo", scrivevo nel settembre 2016 echeggiando il grido dei ceraioli eugubini, annunciando le Sei lezioni. Mi portò fortuna. Come forse saprete l'editore Imprimatur ha cessato le attività dopo la scomparsa di Vincenzo Rizzo, che voglio qui ricordare per la sua umanità, sensibilità politica e grande esperienza professionale maturata agli alti livelli di importanti case editrici. La seconda edizione (riveduta) del libro esce con una nuova casa editrice, Diarkos, anche guidata da persone di grande professionalità, a cui auguro grande fortuna. Chi già avesse la prima edizione è esentata/o dal ricomprarselo. Però potete sempre regalarlo, per farselo poi prestare e rileggerlo. Qui sotto l'introduzione alla seconda edizione. Buona lettura.

PS l'introduzione è stata scritta appena prima della fine dell'alleanza giallo-verde, e delle ulteriori nubi sull'economia europea.


domenica 12 agosto 2018

Le Sei lezioni nella Pampa

Le Sei lezioni di economia sono state tradotte in spagnolo dagli amici argentini e verranno presto pubblicate. Sperabilmente seguirà un'edizione per la Spagna. Pubblichiamo l'introduzione all'edizione argentina che fa il punto della situazione economico-politica a due anni dall'uscita del libro.


Introduzione all’edizione argentina
Sergio Cesaratto

Questo libro è nato in un particolare momento storico per l’Italia. L’elevato tasso di sviluppo economico del secondo dopoguerra è andato nei decenni affievolendosi sino alla recente crisi europea e alle successive assurde politiche adottate che hanno lasciato il Paese più impoverito, sfiduciato, invecchiato e non solo in un senso demografico. Questi anni di crisi hanno tuttavia stimolato migliaia di persone, in particolare giovani, a cercare di capire le ragioni economiche della crisi e delle politiche adottate. Sono stati, in sintesi, gli anni di una riscoperta di massa di Keynes.

sabato 4 marzo 2017

Intervista su "facciamo sinistra!"


Intervista a Sergio Cesaratto di Fabio Cabrini su facciamo sinistra!

 

1. Prof. Cesaratto, stiamo vivendo in una fase storica di grandi cambiamenti: prima il Brexit, poi la vittoria di Donald Trump e ora, in sequenza, si terranno le elezioni in Olanda, Francia e Germania che potrebbero modificare ulteriormente lo scenario internazionale, in particolare quello dell'UE.  A prescindere dall'esito che uscirà dalle urne, è chiaro che i partiti pro-establishment sono entrati in una profonda crisi specialmente quelli che fanno riferimento al PSE. Non sarà mica che a ad essere le pallide fotocopie dell'originale, leggesi "terza via" di Blair, si perde consenso?

La terza via si è rivelata per quel che era: una versione neppure troppo mascherata del neo-liberismo. Un tempo la terza via era la socialdemocrazia, fra socialismo reale e capitalismo liberista. Soprattutto nelle sue versioni migliori come quella scandinava, quella terza via era, e rimane, una cosa seria. L’ipotesi socialdemocratica si muove fra stati nazionali che mantengono le leve della politica economica, del cui controllo le classi lavoratrici si appropriano, e la cooperazione internazionale con un moderato abbattimento dei vincoli al commercio estero. Questo aumentava comunque in seguito alle politiche di crescita adottate nei diversi paesi (la Germania anche allora andava a rimorchio, ma questa è un’altra storia). I controlli sui movimenti di capitale bloccavano la finanza destabilizzante. 

mercoledì 11 gennaio 2017

Video della presentazione alla Fondazione Basso

Sperando che rimanga disponibile a lungo (se qualcuno sa fare il download me lo invii per favore) ecco il video della presentazione alla Fondazione Basso. Nessuno me ne voglia, ma consiglio Galli, Barba e Pivetti.
https://www.radioradicale.it/scheda/496988/presentazione-dei-volumi-di-sergio-cesaratto-sei-lezioni-di-economia-imprimatur-2016-e

sabato 7 gennaio 2017

Il suicidio delle sinistre

Pubblichiamo lunga e penetrante recensione del prof. Carlo Galli (unibo e deputato SI) alle Sei lezioni e al volume di Barba e Pivetti. In preparazione dell'incontro di martedì 10 alla Fondazione Basso.

Il suicidio delle sinistre
di Carlo Galli

La demolizione dei templi del neoliberismo, sconsacrati e delegittimati ma ancora torreggianti sulle nostre società e sulle nostre politiche, comincia dal pensiero critico, capace di risvegliare il mondo «dal sogno che esso sogna su se stesso». In questo caso, dall’economia eterodossa, declinata in chiave teorica e storica da Sergio Cesaratto – nelle sue Sei lezioni di economia. Conoscenza necessarie per capire la crisi più lunga (e come uscirne), Reggio Emilia, Imprimatur, 2016 –, esponente di una posizione non keynesiana né pikettiana né «benicomunista», ma sraffiana, e quindi in ultima analisi compatibile con il marxismo. Nella sua opera di decostruzione delle logiche mainstream vengono travolti i fondamenti del neo-marginalismo dominante: ovvero, che il concetto chiave dell’economia è la curva di domanda di un bene; che esistono un tasso d’interesse naturale, un tasso di disoccupazione naturale, un salario naturale, e che devono essere lasciati affermarsi; che c’è equilibrio e armonia fra capitale e lavoro; che c’è relazione inversa fra salari e occupazione (e quindi che la piena occupazione esige moderazione salariale); che il sistema economico raggiunge da solo l’equilibrio della piena occupazione se non ci sono ostacoli alla flessibilità del mercato del lavoro; che il risparmio viene prima degli investimenti; che la moneta determina i prezzi; che il nemico da battere è l’inflazione e che a tal fine si devono implementare politiche deflattive e di austerità, e intanto si deve togliere il controllo della moneta alla politica e conferirlo a una banca indipendente che stabilizza il tasso d’inflazione.

giovedì 22 dicembre 2016

Le Sei lezioni di Giorgio Cremaschi


Inaspettatamente, dopo quasi due mesi, il manifesto ha pubblicato la bellissima recensione di Giorgio Cremaschi alle Sei lezioni. Con dei tagli politici, come si conviene. Quello che balza di più agli occhi è in fondo, dove Cremaschi parla di "resa di Tsipras". Il meglio è nemico del bene? Qui sotto comunque il testo originale. (Se non riuscite a fare il download dal sito del giornale, inserite su google il titolo "Una bussola puntata sulle vie di fuga dal regime dell’austerità"). Con l'occasione segnalo la recensione di Giovanna Cracco su questa interessante rivista. La lista delle recensioni precedenti è qui.




Le vie nazionali di rottura con il liberismo sono l'unica via credibile per mettere in discussione il sistema di disoccupazione di massa e ingiustizia sociale affermatosi con la globalizzazione finanziaria. E questo vale soprattutto in Europa, dove la costruzione reale della Unione ha fatto delle politiche di austerità un fondamento costituente della unione stessa.
Questa a mio parere è la sintesi politica brutale dello splendido piccolo manuale di economia e storia del pensiero economico che Sergio Cesaratto ha voluto condensare nelle sue " Sei lezioni di economia". Un libro che ci conduce tra le principali teorie sul capitalismo, partendo da Ricardo e Marx per giungere a Keynes a Sraffa e alla teoria oggi dominante, il marginalismo  neoclassico. Un libro che in questo percorso ci fa incontrare tutti i temi e le politiche economiche che caratterizzano la crisi attuale.

mercoledì 14 dicembre 2016

La recensione di Giacché su MicroMega

Pubblichiamo bella recensione di Vladimiro Giacché alle "Sei lezioni". Grazie a lui e a Micromega che l'ha fatta uscire in grande evidenza, come titolone di testa (i giorni successivi sarà ovviamente sostituita da altri titoli)


“Sei lezioni di economia”: un libro per capire la crisi dell’Europa. E uscirne

di Vladimiro Giacché

Giunti al termine delle “Sei lezioni di economia” di Sergio Cesaratto si hanno due certezze. La prima è che il testo di Cesaratto è molto di più di un libro di lezioni di economia: è senz'altro un compendio delle principali teorie economiche tra Otto e Novecento, ma anche una storia economica d'Italia dagli anni Settanta in poi, una ricostruzione molto accurata della crisi europea dal 2010 a oggi, e anche – aspetto quest’ultimo da leggersi un po’ in filigrana, ma importante – una ragionata e al tempo stesso appassionata ricostruzione dell'itinerario intellettuale del suo autore nel contesto delle controversie economiche degli ultimi decenni. La seconda certezza è che si tratta senz'altro di uno dei più importanti contributi al dibattito economico italiano degli ultimi anni. Se la seconda certezza rende più gratificante il compito del recensore, la prima lo rende più arduo, costringendo a selezionare tra gli aspetti del libro da trattare: selezione che necessariamente sacrifica qualcosa.

sabato 3 dicembre 2016

Aspettando il referendum. Recensioni, interviste e presentazioni su Sei lezioni. Parlatene male, ma parlatene.


 
Recensioni a Sei lezioni











Gennaro Zezza, 6 lezioni di Sergio Cesaratto
"Il libro è ben scritto e molto godibile. Si parte da un excursus sulla teoria dei classici, l’economia marginalista, e la teoria Keynesiana, per “dare le basi”. La chiave di lettura è quella dell’economista di formazione sraffiana, come è ovvio, e su alcune affermazioni sui marxisti e su Keynes ci sarebbe da discutere. Ma in generale questa prima sezione è ben fatta: mi ha ricordato a volte il bel libro del 1976 “Il valore” di Claudio Napoleoni, che fu la mia introduzione a gran parte di quanto Sergio racconta."

Pierluigi FaganETERODOSSI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!
"Credo sia questo ad aver mosso il professore di Siena a darci le sue sei lezioni, approfondite e comprensibili pur se rigorose e poco inclini alla narrazione, soprattutto rivolgendosi a quanti hanno animo critico verso lo stato economico (quindi politico) della nostra realtà e però scelgono la via facile ma sterile dell’olismo negativo (no a questo, no a quello ed in definitiva no a tutto) senza penetrare il dovuto, la complessità delle idee che poi portano alle scelte."

giovedì 6 ottobre 2016

Il primo post post-libro: Il vincolo estero è irrilevante, anzi fondamentale



Conoscenze necessarie 1

 Il vincolo estero è irrilevante, anzi fondamentale

Sergio Cesaratto

Questo è il primo post che fa seguito alla promessa del libro di approfondirne parti, discutere critiche e quant’altro. Intenderei cominciare con la vexata quaestio del vincolo estero discussa nella quarta lezione del libro. Lo faccio perché è politicamente oltre che economicamente centrale.
La questione è posta semplicemente: “E’ la piena sovranità monetaria, vale a dire il possesso di una banca centrale di emissione di una valuta non convertibile, condizione necessaria e sufficiente per l’implementazione di politiche di pieno impiego?”. Questa è la tesi in genere sostenuta dagli esponenti e sostenitori della Modern Monetary Theory (MMT).

domenica 4 settembre 2016

Via ch’eccolo! Da Smith a Schauble, teoria e pratica della crisi più lunga



 DAL PRIMO SETTEMBRE IN LIBRERIA

SEI LEZIONI DI ECONOMIA
Conoscenze necessarie per capire la crisi più lunga (e come uscirne)  

di SERGIO CESARATTO

 IMPRIMATUR editore

Via ch’eccoli dicono a Gubbio in quella meravigliosa corsa di matti che è la festa dei Ceri. Via ch’eccolo il libro “divulgativo” che (pochi sapevano) da qualche mese ho fatto la scommessa di scrivere. Battendomi in tempestività (e complice una mia vacanzetta last minute), Alberto Bagnai già l’ha annunciato con generose parole su FB (le bastonate arriveranno su Goofy, speriamo di cavarcela). Sotto trovate 1) il comunicato stampa dell’editore che riproduce quello che c’è in copertina; 2) più sotto qualche riga di sunto del libro (non mi sono dilungato sui due capitoli sull’Europa: come potrete immaginare picchio duro); 3) infine l’indice.
Quali istruzioni per l’uso? Comincerò il prima possibile con dei post sul blog di integrazione al libro. I messaggi su FB e i commenti ai post potranno essere veicolo per richieste di chiarimento, integrazione e, ovviamente, critica.
Ovviamente un libro è poi un’occasione per incontrarsi e discutere. Presentarlo in giro sarà un piacere. A voi di organizzare queste occasioni.
Naturalmente la preghiera è di dare pubblicità al volume presso amici, parenti, mailing list, social network e quant’altro. Parlatene male ma parlatene.