Visualizzazione post con etichetta Presentazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Presentazione. Mostra tutti i post

giovedì 11 aprile 2019

In due Bocconi, video & presentazione


Ecco il video dell'incontro in Bocconi, pubblico numeroso e attento, chapeau.
https://www.facebook.com/EcodelBunker/videos/853128048368872/?permPage=1








Presentazione

 The European Economic Constitution (the facto, I am not concerned with the legal aspects)
        Traditional targets of economic policy: full employment and price stability (and the equilibrium of the balance of payments)
        Traditional (macroeconomic) instruments: monetary policy, fiscal policy (and exchange rate policy)
        Assignment of instruments to objectives in the European economic and monetary union (EMU)
        Monetary policy (independent CB) à price stability
        Fiscal policy à neutral (or restrictive bias)
        National reforms/competition à full employment

venerdì 29 giugno 2018

Varie ed eventuali

Video presentazione Roma qui 

Locadine Potenza (29/6), Salerno (2/7), Udine (6/7). Finalmente anche al Sud!

Di seguito messaggio al meeting del PCI (sic) del 21 giugno sull'Europa













Care compagne e compagni,
un impegno mi trattiene all’estero, ma vi invio volentieri un saluto per questo importante e tempestivo incontro sui temi europei. Due eventi dominano lo scenario europeo in questi giorni. Da un lato v’è l’insubordinazione italiana che si è sinora espressa soprattutto sul tema dell’immigrazione, anche se è temuta pure sui temi della governance economica europea, come dimostrano gli spread a livelli relativamente elevati.
Dall’altro Angela Merkel è stretta fra le istanze populiste – chiamiamole così per comodità – provenienti soprattutto dall’Italia e la destra interna (CSU e AFD) che chiede un irrigidimento delle posizioni tedesche, sia sul fronte dell’immigrazione che su quello della governance dell’eurozona.
Questo mostra come non vi sia molto spazio per una mediazione francese, in barba alle manie di grandezza di quel Paese. E infatti a Macron non è rimasto altro che starnazzare contro le politiche del governo italiano sull’immigrazione. In Europa lo spazio per soluzioni condivise sui due temi, immigrazione e governance economica sono molto limitati. Va dato comunque atto al nuovo governo italiano di aver smosso le acque.
Diciamocelo chiaramente: l’immigrazione non è il tema più importante per il Paese. Più importanti sono i temi economici e dello sviluppo. Però non è un tema secondario, e la gente lo sente molto. Su questo voglio essere chiaro. Se accanto a misure di sostegno alla fertilità, e dunque a donne e famiglia, il Paese avrà anche bisogno di immigrati, questo fenomeno va gestito. E siccome non mi racconto bugie, e non le racconto a voi, ogni politica di frontiere aperte è un irresponsabile segnale ai commercianti di esseri umani a fronte di centinaia di milioni di potenziali immigrati (l’Africa è ancora nel pieno di un boom demografico). Quindi va lanciato un segnale chiaro alle aspirazioni dei potenziali immigrati, accompagnato da misure di aiuto in quei Paesi e di soccorso a chi è intrappolato il Libia. Ma il segnale deve essere inequivoco. Su questo non mi sento di criticare il governo (al di là del folklore di certe espressioni salviniane).
Sui temi della governance economica dell’eurozona quello che c’è sul piatto è poco e preoccupante, come ho anche spiegato nel mio recente libro. Merkel darà un contentino a Macron nei riguardi del fondo europeo anti-ciclico: un fondo a vantaggio dei Paesi colpiti da una recessione. Si tratta di briciole, probabilmente sottratte da altre voci del minuscolo bilancio europeo; per di più assegnate ai Paesi rispettosi delle regole. In cambio la Merkel vorrebbe regole più stringenti sul controllo dei bilanci, espropriando ancor di più la sovranità democratica dei Parlamenti nazionali. Il governo italiano farà bene a porre dei veti.
Vedremo il governo alla prova dei fatti sugli altri temi. La flat tax è stata per ora accantonata. Se e quando rispunterà fuori, dovremo esercitare la nostra opposizione. Piuttosto si tratta di vedere che direzione prenderà il governo sul tema dell’Europa. Infatti con spread a 250 punti gli spazi di manovra fiscale si riducono, e con essi la possibilità di misure sociali (come la Fornero) e di crescita dell’occupazione. Questa è la sfida che ha davanti. Ancora non è tuttavia chiaro con quale pacchetto di proposte esso si presenterà in Europa. Quello che accadrà al Consiglio europeo della prossima settimana sarà rivelatore. Il governo giocherà di rimessa o avanzerà proposte?
Questo non è il nostro governo. Ma una sinistra che si limitasse a definirlo fascista (cosa che non mi pare assolutamente) commetterebbe l’atto finale del suo suicidio politico. Il governo va incalzato su alcuni temi, contestato su altri (per esempio sulla giustizia), mentre dobbiamo pensare a un’alternativa per il Paese. Purtroppo i segnali che vengono da gran parte della sinistra non promettono bene. Ma dio acceca chi vuole punire.
Spero che per voi non sia così. Vi auguro un buon lavoro.
SC
21 6 2018

domenica 10 giugno 2018

L'evento del 18 giugno e la recensione di Giacché


 La locandina dell'evento del 18 giugno a Roma, e accanto la recensione di Vladimiro su Il Fatto
Quotidiano



Vladimiro Giacché - I furbetti di Berlino, il vero problema dell’Eurozona

[pubblicato su Il Fatto Quotidiano, mercoledì 6 giugno 2018, p. 22]          

               “Il rifiuto della Germania occidentale di perseguire politiche più espansive ha ridotto lo spazio disponibile agli altri Paesi membri di crescere... La strategia restrittiva della Germania Ovest è in grande misura responsabile della stagnazione dell’economia europea nell’ultima decade. I Paesi europei si sono intrappolati in un programma di austerità mercantilista: ciascun Paese cerca di accrescere efficienza e competitività internazionale attraverso la riduzione dei salari relativi e dell’occupazione (e perciò della domanda interna) nell’attesa che gli altri Paesi generino una domanda esterna sufficiente per allargare i suoi sbocchi di mercato”.
               Questa analisi lucida e impietosa delle colpe della Germania nella bassa crescita europea non si riferisce all’eurozona e non è stata scritta in queste settimane. E’ del 1986, si riferisce al Sistema Monetario Europeo (il precedessore - meno rigido - dell’euro) e si deve a Pier Carlo Padoan (il nostro ministro delle finanze uscente) e Paolo Guerrieri. È citata da Sergio Cesaratto nel suo ultimo libro, Chi non rispetta le regole? Italia e Germania, le doppie morali dell’euro (Imprimatur) e ci avvicina nel modo migliore alle tesi principali del libro.

mercoledì 11 gennaio 2017

Video della presentazione alla Fondazione Basso

Sperando che rimanga disponibile a lungo (se qualcuno sa fare il download me lo invii per favore) ecco il video della presentazione alla Fondazione Basso. Nessuno me ne voglia, ma consiglio Galli, Barba e Pivetti.
https://www.radioradicale.it/scheda/496988/presentazione-dei-volumi-di-sergio-cesaratto-sei-lezioni-di-economia-imprimatur-2016-e

giovedì 26 aprile 2012

Presentazioni libri Bellofiore e Giacché

Lunedì 23 aprile si è svolta a Roma 3 la presentazione dei volumi di Bellofiore e Giacché sulla crisi, Radio radicale l'ha registrata, qui c'è la mia relazione con alcuni postscriptum.

Mi occupo solo di uno dei due libri di Bellofiore, La crisi globale, l’altro è più teorico. Devo avanzare una critica di fondo a Bellofiore: l’eccesso di distinguo dalle altrui posizioni attraverso sottigliezze che lasciano il lettore smarrito circa l’argomentazione di fondo [molti l’han notato anche nell’esposizione al dibattito; un esempio è quando Riccardo ha disquisito circa la data di inizio della crisi … il 2008 non gli andava bene, le cause sono anteriori, ma questo è ovvio e non aggiunge molto. Il lettore potrà farsi una propria opinione attraverso la registrazione di Radio Radicale, che ringraziamo]. Tutto questo con amicizia, ma anche con franchezza.