giovedì 12 dicembre 2024
Nuovo Working Paper di dialogo interdisciplinare fra economisti e antichisti
giovedì 21 aprile 2022
I costi sociali della guerra
Intervista a Il sussidiario
“Senza stop alla guerra l’Italia rischia un massacro sociale”
La guerra in Ucraina rischia di avere costi sociali importanti in Europa, in particolare nei Paesi più indebitati come l’Italia
Secondo la Bce, l’inflazione, aumentata in maniera significativa nei mesi scorsi, rimarrà elevata e per questo, nel corso della riunione del Consiglio direttivo di giovedì, è stata confermata la riduzione degli acquisti netti di titoli di stato nell’ambito del programma App e la loro conclusione nel terzo trimestre dell’anno.
La fiammata inflattiva sembra dunque far più paura del rallentamento dell’economia. “Qualcosa – ci dice Sergio Cesaratto, professore di politica monetaria europea all’Università di Siena – deve essere mutato nei rapporti di forza all’interno della Bce per cui da dicembre (almeno) è in corso la ‘normalizzazione’ della politica monetaria”.
lunedì 8 marzo 2021
Sfide eterodosse
La traduzione della recensione su Brave New Europe (vedi post precedente) ora su Insight. Grazie Mathew Rose e Antonio Lettieri.
Sfide eterodosse in economia di Sergio Cesaratto
Non avrei mai pensato di descrivere un libro di economia come “una lettura deliziosa”, ma “Heterodox Challenges in Economics” di Sergio Cesaratto è esattamente questo. È ben scritto, spesso divertente, e l’analisi della politica economica viene poi applicata alle difficoltà economiche dell'UE e della zona euro. La passione per l'insegnamento di Cesaratto - è professore di Politica monetaria e fiscale europea presso l'Università di Siena - plasma la narrazione. Il libro è stato pubblicato nel 2020 e include l'inizio della crisi COVID, in altre parole è molto aggiornato.
mercoledì 20 novembre 2019
Una lunga intervista
Prof. Sergio Cesaratto, Lei è autore del libro Sei lezioni di economia. Conoscenze necessarie per capire la crisi più lunga (e come uscirne) edito da Diarkos: in che modo la teoria economica può aiutarci a spiegare la crisi europea e dell’euro, e il declino del nostro Paese?
La prima edizione delle Sei lezioni ha avuto un buon successo perché mostra come esistano diverse teorie economiche le quali ci portano a diverse visioni di come funziona il sistema economico e di come possa dunque essere migliorato. Semplificando, le prime tre lezioni del libro confrontano due teorie, quella “classico-keynesiana” che si rifà ai grandi economisti classici (come Smith, Ricardo e Marx) e alla lezione di John Maynard Keynes (1883-1946), il grande economista inglese dello scorso secolo, e quella “marginalista” (o “neoclassica”) che domina il pensiero economico dalla fine del XIX° secolo. Tale dominio è stato in taluni periodi indebolito dalla critica Keynesiana, ma anche da quella del grande economista italiano Piero Sraffa (1898-1983) che ha riscoperto la visione degli economisti classici. La figura di Sraffa è ignota alla maggioranza degli italiani, persino da quelli colti. Eppure è una figura essenziale per il percorso intellettuale di studiosi come Wittgenstein e Antonio Gramsci. Keynes offrì rifugio a Sraffa, personalmente inviso a Mussolini, accogliendolo nel suo circolo più ristretto a Cambridge. Ed a Sraffa dobbiamo l’innesto di una clamorosa controversia che negli anni sessanta e settanta dello scorso secolo scosse le fondamenta della teoria dominante. Sraffa dimostrò infatti i gravi errori concettuali del marginalismo che lo rendono una teoria analiticamente sbagliata. La controversia è nota come la “controversia fra le due Cambridge”, quella inglese e quella americana (sede del celebre MIT vicino a Boston). Ma protagonisti della Cambridge inglese erano dei giovani italiani, in particolare Pierangelo Garegnani (1930-2011) e Luigi Pasinetti. Garegnani fu l’allievo prediletto di Sraffa ed è stato il mio maestro. A lui devo la chiarezza concettuale delle Sei lezioni che credo sia ciò che ha colpito di più i lettori. “There are two approaches”, “vi sono due impostazioni”, così esordiva nelle sue lezioni, invitandoci a guardare all’economia attraverso le lenti delle grandi teorie economiche. Lo faceva dondolando un poco, e imitando con le mani il movimento della bilancia.
lunedì 13 maggio 2019
Un giudizio globale
domenica 12 agosto 2018
Le Sei lezioni nella Pampa
martedì 9 gennaio 2018
Gramsci e Sraffa, un legame profondo fra lotta politica e teoria critica
Tra Gramsci e Sraffa, il sodalizio fra due comunisti indisciplinati
martedì 5 settembre 2017
La sinistra ha un progetto? Se ne discute a Roma questo sabato
domenica 30 luglio 2017
Le chiacchiere della sinistra. Una intervista a La città futura.
L'Economia e l'Europa secondo Sergio Cesaratto
Intervista all’economista Sergio Cesaratto sui macrotemi dell’economia europea e su come e perché uscire dalla morsa del capitalismo europeo.
- di Alba Vastano
- 29/07/2017
Credits: foto di Sergio Cesaratto (Madrid-stazione Antocia)
domenica 12 marzo 2017
Reminder settimana: Milano, Siena, Ferrara
martedì 13 novembre 2012
Studentesse e studenti per un diverso insegnamento dell'economia
Con lo scoppio della crisi alla fine
del 2007, sembrava che alcune delle idee principali su cui era stato costruito
l’impianto di teoria economica dominante fossero oggetto di una profonda messa
in discussione. Eppure, le vicende recenti dimostrano chiaramente la
persistenza di un consenso diffuso accordato alla “narrazione neoliberista” che
rappresenta come naturali e universalmente valide le relazioni di mercato,
ormai utilizzate come strumento per spiegare i fenomeni più disparati, dalla
democrazia alle migrazioni. Le relazioni economiche sembrano oggi sovrastare
con le loro leggi presentate come ineluttabili
lo spazio della politica e dei bisogni sociali e hanno imposto un linguaggio
univoco, incomprensibile ai più, che fornisce un’unica interpretazione
delle “realtà”, dalla quale deriva un’univoca ed apparentemente indiscutibile
indicazione “tecnica” per governarla. L’utilizzo di un linguaggio apparente
neutrale e inaccessibile se non a selezionati addetti
ai lavori è in realtà uno strumento politico che
impedisce
agli individui di criticare le soluzioni presentate come uniche e necessarie per
uscire dalla crisi, in particolare le politiche di austerity. E’ essenziale
l’ampliamento delle capacità critiche in grado di mettere in discussione i
modelli economici per favorire una reale partecipazione democratica che sappia
contestare le trappole “retoriche” delle spiegazioni tecniche e preconfezionate.





