Rilancio un post dell'ottimo Ramanan (un ottimo blogger indiano, postkeynesiano ed esperto di
finanza) sul dibattito con Lavoie sulla natura della crisi Europea.
"I echo Sergio’s example (on Calabria) with a similar example of my own.
If nations in a monetary union cannot face a balance-of-payments
crisis, why not have the whole world join the Euro Area and adopt the
Euro as their currency and have the ECB as the central bank of the world
and guarantee all government debts without any condition? Surely, that
should be the solution to the problems of the world! Not! ...The ECB
alone cannot resolve the crisis. "
Qui il post completo.
sabato 3 ottobre 2015
Target due sulla natura della crisi europea
Nakedkeynesianism ha pubblicato questa ulteriore nota sulla discussione con Marc Lavoie, che spero non mi citi in tribunale per stolking. Ma Marc è una persona amabile.
Unlimited Targets? Some pointers
Sergio
Cesaratto
In
this short note I will not add anything of substantial to the debate with Marc
Lavoie on the nature of the Eurozone (EZ) crisis in view of Target 2 (T2).
Readers have numerous papers to look at (including Lavoie 2015a/b, Cesaratto 2013, 2015a/b) and posts (Vernengo
2015, Ramanan, 2015a/b). Links in the references. However, although most of relevance has already been said, there is perhaps still some space
for few qualifications.
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Roberto Frenkel
venerdì 2 ottobre 2015
Futuro a sinistra?
Micrmega ha pubblicato questo mio pezzo.
C’è vita a sinistra? L'irriformabilità dell'Europa e le sfide della sinistra [1]
Sergio Cesaratto
C’è vita a sinistra, afferma (non si
domanda) perentorio il manifesto
aprendo uno stanco dibattito dominato dal pensiero unico di un gruppo di soliti
noti - lo dico con il rammarico dell’antico militante di quel gruppo e
quotidiano. Fuori dal coro solo l’intervento di Stefano Fassina e quello del prof. Luciano Canfora che si è posto grandi e importanti domande. Gli altri contributi
non varrebbe neppure la pena discutere.
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giovedì 17 settembre 2015
Teoria e politica economica: chi parla male, pensa male
Ripubblichiamo, con il permesso dell'autore, un vecchio saggio di Fabio Petri che ci sembra tuttavia ancora utile come introduzione all'importanza che una solida base di analisi economica ha per trarre valide conclusioni di politica economica.
Teorie economiche alternative: implicazioni per la politica economica
Fabio Petri
Docente di Economia
Politica presso l'Università degli Studi di Siena
26/01/1995
C'è da chiedersi innanzitutto
se problemi come la disoccupazione siano da considerare come mali
inevitabili, da addebitare ai lavoratori che si ostinano a pretendere
salari troppo alti, o se invece si tratti di qualcosa di curabile
attraverso interventi governativi che non rendano necessaria una
diminuzione dei salari. Questo è un primo gruppo di questioni
per le quali aderire ad una scuola teorica o ad un'altra fa una
grande differenza. Mi soffermerò su questa differenza e poi parlerò
del problema del debito pubblico che è la questione di cui si
più si parla in Italia. Come vedremo, anche in questo caso ci
si chiederà: il debito pubblico nel nostro Paese va o no azzerato
in tempi brevi, mediante un attivo del bilancio dello Stato -cioè
tramite entrate dello Stato superiori alle spese?
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lunedì 14 settembre 2015
Natura della crisi europea. Un dibattito con Marc Lavoie
Il bravo Ramanan, uno dei migliori blogger eterodossi (economista finanziario applicato) ha riassunto il dibattito fra Marc Lavoie e il sottoscritto sulla natura della crisi europea. Alla fine tutto si riassume in questo: prendete un paese con una propria banca centrale. E' pensabile accusare la BC di non rifinanziare ab libitum la bilancia dei pagamenti di una regione depressa di quel paese sì da consentirle di sostenere domanda aggregata e redditi senza problemi? Alcuni pensano di sì. Buona fortuna.
Sergio Cesaratto’s Debate With Marc Lavoie On Whether The Euro Area Crisis Is A Balance-Of-Payments Crisis – II
by Ramanan on 14 September 2015
This is a continuation of the post from the end of 2014, although reading that isn’t necessary.
In a new paper, Marc Lavoie continues his debate with Sergio Cesaratto on whether the Euro Area crisis is a balance-of-payments crisis or not.
In a new paper, Marc Lavoie continues his debate with Sergio Cesaratto on whether the Euro Area crisis is a balance-of-payments crisis or not.
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Target 2
sabato 5 settembre 2015
Impressioni di settembre...
...o forse di luglio, infatti tanto per battere un colpo pubblichiamo un pezzo, il terzo di fila, che il manifesto ha censurato a fine luglio - si sono arrabbiati perché ho usato la parola censurato, e cosa sennò visto che hanno un pensiero unico!
La lacerazione europea
Sergio Cesaratto
Lasciando da parte la bassa bottega del potere, la questione europea costituisce
senza dubbio il motivo divisivo più importante nella sinistra, ragione persino
di lacerazioni inter-personali. Un tentativo di riconciliazione è lontano e
forse impossibile. Sfortunatamente le vicende e l’analisi non sono dalla parte
dei “più Europa”.
lunedì 17 agosto 2015
Nuovo Working paper su Asimmetrie
Paper appena pubbliato da Asimmetrie.org che ringrazio per ospitalità e sostegno finanziario.
Sergio Cesaratto
Abstract
A number of economists holding Keynesian or pragmatic
monetarist views warned that political union was a necessary premise for
a viable monetary union. Inspired by Goodhart, we name this the
Cartalist view. The European currency union was, however, strongly
influenced by New Classical Macroeconomics, which gave new strength to
older traditions, like ordoliberalism, that back separation of monetary
and fiscal policy, legitimizing a Stateless currency. Again like
Goodhart, we call this the Metallist view. This distinction is
particularly relevant for assessing two alternative perspectives of the
nature of the Euro area crisis. On one hand, there are those who argue
that the crisis is akin to a traditional balance of payment crisis of
the kind typically occurring in fixed exchange rate regimes. On the
other, there are those who attribute the crisis to obstacles to more
resolute intervention by the European Central Bank (ECB). Accordingly,
belated intervention by the ECB led to worsening of the fiscal crisis of
peripheral Euro area states, subsequently exacerbated by austerity
policies. In this view, a classical balance of payment crisis can be
excluded as a cause of the crisis, because Target 2, a payment mechanism
analogous to Keynes’s International Clearing Union, protects the Euro
area. In this paper, I argue that although a balance of payments crisis
cannot exist in a viable sovereign monetary union, it is still
conceivable in a flawed, stateless monetary union like the Euro zone,
possibly obscured by Target 2. In this regard, I also show that, while
timely and resolute ECB intervention would have been appropriate, in the
absence of federal institutions (particularly a federal budget
controlled by a European democratic parliament), once this intervention
finally took place, austerity measures necessarily accompanied it to
check moral hazard possibilities of peripheral member countries. I argue
that the German neo-mercantilist orientation and the influence of the
predominant mainstream credo that monetary policy should be detached
from politics and fiscal policy are obstacles to a viable federal union.
I also warn about the risk that the Parliament of such a union would be
divided according to national rather than ideological/class interests.
Virtue out of necessity, Hayek pointed out long-ago that a currency
union among different nation-States could only survive with a minimalist
federal State.
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