Indignati per la disinformazione di stampa e tv italiana per cui tutti i problemi del Brasile (e dell'Italia) si risolvono nella corruzione, con la gentile autorizzazione del direttore di Critica marxista, il prof. Guido Liguori, ripubblichiamo un tempestivo intervento di Franklin Serrano e Luiz Melin (Università Federale di Rio de Janeiro) comparso nel n. 1 del 2016.
ASPETTI POLITICI DELLA DISOCCUPAZIONE: LA SVOLTA NEO-LIBERISTA IN BRASILE
Franklin Serrano e Luiz Eduardo Melin
Dal 2011 si è avuta una netta virata
di politica economica del governo, con l’intento di ridurre il ruolo diretto
dello Stato nell’economia.
Il Pt al potere
ha tradizionalmente la tendenza a evitare lo scontro diretto con le classi proprietarie
conservatrici. Ma un programma che ambisca all’emancipazione delle
classi subalterne non
può che essere
fonte di conflitto.
Specie dove non solo la distribuzione del reddito ma anche quella della proprietà è fortemente sperequata, come in Brasile.
Il repentino
cambiamento di pro-spettive dell’economia brasiliana dopo i brillanti
risultati di appena pochi anni fa ha preso in contropiede ovunque nel mondo
commentatori, analisti esperti, smali- ziati operatori di mercato. Nel corso del 2015, si sono succedute previsioni negative («Un’economia sull’orlo
del precipizio», «L’economia brasiliana perde colpi», «Il peggio deve ancora
venire»), espressioni di sconcerto («Cosa è successo al Brasile?», «L’andare e
venire dell’economia brasiliana», «L’incredibile
storia del Brasile dalla crescita al declino») e, più recentemente, di vero e
proprio allarme sul destino del paese sudamericano («Secondo Goldman Sachs il Brasile è precipitato in piena depressione»).

