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lunedì 8 agosto 2016

Le Olimpiadi delle sciocchezze: non è la corruzzzione il problema del Brasile. E' la macro, bellezza!





 Indignati per la disinformazione di stampa e tv italiana per cui tutti i problemi del Brasile (e dell'Italia) si risolvono nella corruzione, con la gentile autorizzazione del direttore di Critica marxista, il prof. Guido Liguori, ripubblichiamo un tempestivo intervento di Franklin Serrano e Luiz Melin (Università Federale di Rio de Janeiro) comparso nel n. 1 del 2016.


ASPETTI POLITICI DELLA DISOCCUPAZIONE: LA SVOLTA NEO-LIBERISTA IN BRASILE

Franklin Serrano e Luiz Eduardo Melin


Dal 2011 si è avuta una netta virata di politica economica del governo, con l’intento di ridurre il ruolo diretto dello Stato nell’economia.
Il Pt al potere ha tradizionalmente la tendenza a evitare lo scontro diretto con le classi proprietarie conservatrici. Ma un programma che ambisca all’emancipazione delle classi subalterne non può che essere fonte di conflitto.
Specie dove non solo la distribuzione del reddito ma anche quella della proprietà è fortemente sperequata, come in Brasile.



Il repentino cambiamento di pro-spettive dell’economia brasiliana dopo i brillanti risultati di appena pochi anni fa ha preso in contropiede ovunque nel mondo commentatori, analisti esperti, smali- ziati operatori di mercato. Nel corso del 2015, si sono succedute previsioni negative («Un’economia sull’orlo del precipizio», «L’economia brasiliana perde colpi», «Il peggio deve ancora venire»), espressioni di sconcerto («Cosa è successo al Brasile?», «L’andare e venire   dell’economia  brasiliana», «L’incredibile storia del Brasile dalla crescita al declino») e, più recentemente, di vero e proprio allarme sul destino del paese sudamericano («Secondo Goldman Sachs il Brasile è precipitato in piena depressione»).

giovedì 17 settembre 2015

Teoria e politica economica: chi parla male, pensa male

Ripubblichiamo, con il permesso dell'autore, un vecchio saggio di Fabio Petri che ci sembra tuttavia ancora utile come introduzione all'importanza che una solida base di analisi economica ha per trarre valide conclusioni di politica economica.

Teorie economiche alternative: implicazioni per la politica economica

Fabio Petri

Docente di Economia Politica presso l'Università degli Studi di Siena
26/01/1995
         C'è da chiedersi innanzitutto se problemi come la disoccupazione siano da considerare come mali inevitabili, da addebitare ai lavoratori che si ostinano a pretendere salari troppo alti, o se invece si tratti di qualcosa di curabile attraverso interventi governativi che non rendano necessaria una diminuzione dei salari. Questo è un primo gruppo di questioni per le quali aderire ad una scuola teorica o ad un'altra fa una grande differenza. Mi soffermerò su questa differenza e poi parlerò del problema del debito pubblico che è la questione di cui si più si parla in Italia. Come vedremo, anche in questo caso ci si chiederà: il debito pubblico nel nostro Paese va o no azzerato in tempi brevi, mediante un attivo del bilancio dello Stato -cioè tramite entrate dello Stato superiori alle spese?