Pubblichiamo presentazione iniziativa di sabato 9 uscita su il manifesto a firma Cesaratto, Fassina, Paggi, Prospero e Stirati. Il testo è un evidente compromesso. Sabato anticipo il mio intervento.
Un confronto sabato 9 settembre a Roma
"Non v’è dubbio che la sinistra, ovunque, non solo in Italia, viva l’esaurimento di un lungo ciclo storico.
Il
drammatico arretramento delle esperienze nate dal movimento operaio non
può essere disgiunto dalla fine del socialismo reale e il conseguente
dilagare del «capitalismo scatenato» (Andrew Glyn). Dopo l’89, la
sinistra è rimasta orfana di un progetto di regolazione progressiva del
capitalismo. Dai noi, la marginalità della sinistra, culturale prima che
politica e elettorale, è più evidente poiché siamo in un Paese
smarrito, dove nessuno schieramento politico riesce a proporre una guida
credibile. Di conseguenza, il disagio di gran parte della popolazione
si esprime con una disaffezione alla politica e l’affidamento a
formazioni dalle dubbie credenziali democratiche e di governo.
Questo disagio va compreso, raccolto e guidato in direzioni progressive.
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giovedì 7 settembre 2017
Chiariamoci su Ue, lavoro e democrazia
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lunedì 12 giugno 2017
THE EU CRISIS AND EUROPE’S DIVIDED MEMORIES
Pubblichiamo d'accordo con la rivista "Ricerche Storiche" l'estratto di un'importante intervista a tre noti intellettuali, G. Eley, L. Paggi e W. Streeck. Ringrazio il prof. Spagnolo e Leonardo Paggi per l'onore. Speriamo a breve in una traduzione in italiano.
THE EU CRISIS AND EUROPE’S DIVIDED MEMORIES
Excerpts from an
interview by C. Spagnolo (Univ. Bari) with Geoff ELEY, Univ. of Michigan (G.E.), Leonardo
PAGGI, Univ. of Modena (L.P.), and Wolfgang STREECK, Max-Planck-Institut
für Gesellschaftsforschung, Köln (W.S.), to be published in “Le memorie divise dell’Europa dal 1945”, monographic issue
of the Journal "Ricerche Storiche", n. 2/2017.
sabato 12 marzo 2016
Un’altra Europa è impossibile
Il testo è il sunto di un intervento al convegno “La
questione tedesca e la crisi della democrazia europea”, organizzato da Leonardo
Paggi, Roma 26 febbraio 2016. E' stato pubblicato da Eguaglianza e libertà col titolo, un po' truce, "Perché questa Europa deve morire e morirà"
La maggioranza della “sinistra” si
crogiola nell’illusione che l’Europa possa mutare pelle sotto la spinta della
solidarietà fra i popoli europei. Da dove scaturisca tale speranza non è dato
capire. Il problema europeo è legato alla crisi della democrazia, all’anti-politica,
alla diffusa disaffezione, se non aperta ostilità di gran parte della
popolazione ai meccanismi della rappresentanza e della mediazione politica. In
termini più accademici questa è definita la crisi della democrazia. Questa
disaffezione si traduce nell’idea che la politica sia tutta uguale, destra e
sinistra, e che i politici siano tutti disonesti. Alla base di questa
disaffezione, e in fondo anche alla base della pochezza progettuale ed etica
dei politici, v’è la sostanziale impotenza della politica nazionale ad affrontare
piccoli e grandi problemi, una volta privata delle leve della politica
economica, e in particolare della sovranità monetaria, improvvidamente cedute a
istanze sovranazionali dominate dalle potenze europee più forti. Questo spiega dunque
molte cose.
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martedì 23 aprile 2013
Tutti in Barca? Alla ricerca di una sinistra diversa
Pubblichiamo più sotto un mio intervento su Fabrizio Barca uscito su Micromega
on line.
Con l'occasione segnalo le interviste a Brancaccio, Pizzuti e me su Donne sul Web:
Cosa succede se l'Italia esce dall'Euro?
Con l'occasione segnalo le interviste a Brancaccio, Pizzuti e me su Donne sul Web:
Cosa succede se l'Italia esce dall'Euro?
Pizzuti: “L'euro o c'è per tutti o non c'è per nessuno”
Brancaccio: “Default inevitabile se si resta nell'euro. Ma ogni previsione è azzardata”
Cesaratto: “L'euro non si doveva fare. Sull'ipotesi di uscita dalla moneta unica si fa terrorismo”
Infine questa importante iniziativa (aperta a tutti senza invito), che trae spunto anche dal dibattito fra Franzini e me (si veda su questo blog e su Micromega online):
Sapienza Università di Roma, Facoltà di Economia
Dipartimento di Economia e Diritto
Lunedi 13 maggio 2013, ore 15-18.30
Le ragioni dell’eguaglianza
Una discussione sull’Almanacco di economia di MicroMega “Il
ritorno dell’eguaglianza”
Facoltà di Economia, Via del Castro Laurenziano 9,
Roma
Sala del Consiglio,
Palazzina della Presidenza, secondo piano
Introducono
Andrea Brandolini, Banca d'Italia
Daniele Checchi, Università Statale di Milano
Elena Granaglia, Università di Roma Tre
Massimo Mucchetti, Senato della Repubblica
Intervengono gli autori
Nicola Acocella, Emilio
Carnevali, Sergio Cesaratto, Paolo De Ioanna, Mauro Gallegati, Raffaello Lupi,
Mario Pianta, Massimo Pivetti, Alessandro Roncaglia, Roberto Petrini, Michele Raitano, Pietro Reichlin,
Coordina
Maurizio Franzini, Sapienza Università di Roma
L’enfasi che il documento di Barca pone su un partito che mobiliti
e organizzi conoscenze può contribuire a superare la tradizionale
contrapposizione interna alla sinistra fra "visione" e
"competenze". Nel testo risuonano tuttavia gli echi rigoristi della
tradizione comunista: oggi più che mai sarebbe invece necessario fare i conti
con la mancata assimilazione del pensiero keynesiano da parte del Pci.
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mercoledì 20 febbraio 2013
L’Agenda rossa - il centro-sinistra alle elezioni
Pubblichiamo una versione rivista di un saggio uscito sull'ultimo numero di Micromega. Segnaliamo anche un nostro working paper sulla crisi europea (in inglese): "The endless Eurozone crisis, where do we stand? A
Classical-Kaleckian overview" (qui).
L’Agenda
rossa. Note sul programma del centro-sinistra*
Sergio Cesaratto
“L'Agenda Fassina non è scritta da
nessuna parte, mentre da tempo il PD ha la sua che è in rete e tutto sommato
non è così diversa da quella del premier”.
Massimo Mucchetti, Corriere della
sera, 31 dicembre 12.
Un progetto per la società italiana da sottoporre
agli elettori non si misura a numero di pagine, come nella patetica esperienza
delle 252 pagine del programma dell’Unione guidata da Prodi nel 2006, ma in una
chiara ispirazione di fondo sul dove si intenda guidare la società italiana. Si
vota, credo, fondamentalmente su temi economici - che tipo di economia
desideriamo - e diritti civili – quali relazioni sociali desideriamo. Con buona pace di tanti bei discorsi, la drammaticità della crisi
rende l’economia prioritaria. Inoltre,
diciamocelo chiaramente, il secondo tema non pone tanto sfide intellettuali, quanto
piuttosto indignazione nell’incontrare pregiudizi e intolleranze. Una sinistra
pigra intellettualmente – il che è una scelta politica – fa però talvolta dei
secondi il terreno privilegiato, dimenticando che una società in cui sono
assicurati i diritti sociali, lavoro e reddito, fa da base a un’evoluzione
positiva in senso libertario.
La sinistra si confronta con il
disegno di Monti, il quale ha certamente una visione di fondo per l’economia
italiana che è poi quella tradizionale della borghesia liberale italiana (su
cui si veda Fernando Vianello, Lo sviluppo capitalistico italiano
dal dopoguerra al «miracolo economico»: una veduta di insieme, in Il profitto e il potere, Torino 1979). Tale disegno è stato perseguito in maniera cialtronesca da Berlusconi
- a cui le classi dominanti italiane si sono affidate per un ventennio,
sostituendo il coagulo di consenso popolare rappresentato dalla DC con quello
televisivo del Cavaliere (che ora gli è però sfuggito di controllo). E’ con
questo disegno che la sinistra si deve confrontare.[1]
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