Pubblichiamo articolo su Menabò in un numero con altri interventi sul Rapporto Draghi.
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lunedì 4 novembre 2024
Draghi mercantilista?
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mercoledì 3 ottobre 2018
Lucio Baccaro su "Chi non rispetta le regole?"
Economia e politica ha pubblicato una lunga e bella recensione di Lucio Baccaro al mio libro. Per chi non lo sapesse, Lucio ha ereditato da Wolfgang Streeck la direzione del prestigioso Max Planck Institute for the Study of Societies di Colonia.
Le
doppie morali della crisi europea
Lucio Baccaro
Max Planck
Institute for the Study of Societies
Settembre 2018
Sergio Cesaratto ha scritto un bel libro, Chi non rispetta le regole? (Cesaratto
2018), con l'obiettivo di smontare sistematicamente una particolare
lettura della crisi dell'Euro, che assolve completamente la classe dirigente
politica ed economica tedesca, e scarica per intero la responsabilità sui paesi
della periferia europea. È una lettura moraleggiante, diffusa non solo in
Germania, ma anche in ambienti italiani di orientamento liberista. Non è
affatto un'invenzione dell'autore. Al contrario, personalmente ho ascoltato
diverse volte questo tipo di narrazione quando, nell'autunno del 2013, condussi
con Klaus Armingeon una serie di interviste volte a capire in quale maniera
funzionari publici, politici e sindacalisti tedeschi interpretassero la crisi
dell'Euro e le risposte da dare ad essa (Armingeon e Baccaro 2015).
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lunedì 16 settembre 2013
Intervista sull'euro
Pubblichiamo un'intervista sul portale economia.Leonardo.it, parte prima e parte seconda.Ringrazio Roberto Bosio.
Uscire dall’euro: senza unione politica non c’è unione monetaria, l’intervista a Sergio Cesaratto
16 settembre, 2013
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martedì 2 luglio 2013
I polli di Renzo e l'aquila tedesca
Pubblichiamo articolo uscito su il manifesto (un errore nel primo periodo è redazionale).
Opposizione a Berlino o l'Italia rischia tutto
Sergio Cesaratto
1.
Come
recentemente denunciato da Giorgio La Malfa su Il Sole, nel governo e nel paese appare emergere una mesta rassegnazione
a un futuro in cui ci si dovrà adeguare a standard di vita sempre più modesti e
in cui l’emigrazione sarà il premio per i più bravi. Le contorsioni della
politica, dalle fumosità di Enrico Letta, alle purghe del M5S, alle sparate di
Berlusconi, testimoniano un mix d'impotenza e d'ignoranza, i polli di Renzo che
si beccano fra di loro. Gli elettori percepiscono questo senso d’impotenza della
politica e di qui l’esteso sentimento di anti-politica. Finché la politica
aveva risorse da distribuire gli elettori italiani non si erano sentiti così
diffusamente Soloni. Ma errato sarebbe concluderne, come si fa spesso
soprattutto in area PD, che troppo si è sperperato nel passato per cui la
crescita potrà solo tornare quando avremo tutti imparato a scialare meno. E’ un
moralismo pernicioso che non porta da nessuna parte. Sostenere che se fossimo
stati virtuosi come la Germania ora non saremmo nei guai è un ragionamento da
“se mio nonno avesse le ruote”. E trascura il fatto che se tutti i paesi si
comportassero come la mercantilista Germania solo l’apertura di mercati su
Marte consentirebbe un generalizzato sviluppo export-led. Le vere occasioni il nostro paese le ha
probabilmente perdute quando mezzo secolo fa, per inadeguatezza della classe
dirigente, i frutti del boom economico non furono utilizzati per indirizzarlo
su un sentiero di sviluppo moderno e socialmente equo. Ma basta piangere,
ognuno a modo suo, sul latte versato. Guardiamo ai problemi dell’oggi.
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domenica 22 gennaio 2012
Il TARGET degli economisti tedeschi
Hans-Werner Sinn è senza dubbio il più influente economista tedesco con un ineccepibile, sebbene assai conformista, curriculum. Ossequiato dai suoi altrettanto benpensanti colleghi, presiede il Cesifo, un poderoso gruppo di istituti di ricerca in un paese in cui gli economisti sono tradizionalmente ascoltati dai governi. Le opinioni di questo potente economista sono quanto di più pro-germanico possa immaginarsi, ma anche questa è una vecchia tradizione degli economisti tedeschi più influenti. Nella crisi europea è, naturalmente, generico accusare questo o quel paese.
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