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martedì 15 marzo 2016

Europa anti-costituzionale: "Per la riconquista dell'autonomia politica ed economica del nostro paese". Un appello.


Appello originale qui

"Perché votare NO nel referendum costituzionale di ottobre - per la riconquista dell'autonomia politica ed economica del nostro paese contro la tirannia tecnocratica sovranazionale e dei trattati europei”.

Siamo di fronte a una delle più grandi mistificazioni politiche e culturali dalla fine della Seconda Guerra Mondiale

La contro-riforma costituzionale adottata dal governo Renzi, il c.d. DDL Boschi, viene presentata, dal governo e dalla quasi totalità dei media nazionali, come la più importante razionalizzazione delle istituzioni mai realizzata nel nostro paese, dopo decenni di politica degenerata e corrotta, da parte di una classe politica "nuova", giovane e risoluta. In realtà, con questo disegno di legge costituzionale, di cui va considerata la sinergia con la "nuova" legge elettorale, l'Italicum, siamo di fronte ad una delle più grandi mistificazioni, politiche e culturali, a partire dalla fine della II Guerra Mondiale, pari se non peggiore della stessa "riforma" costituzionale di Berlusconi, Bossi e Fini del 2005, sonoramente battuta col voto referendario del 25-26 giugno 2006 dalla maggioranza del popolo italiano.   

sabato 23 marzo 2013

Manifestazione di Micromega



 Pubblichiamo le parole che dirò oggi dal palco della manifestazione di Micromega "Per la Costituzione e l'ineleggibilità di Berlusconi". Non è che creda molto che Berlusconi lo si combatta con le leggi, ma proprio per questo è una occasione per dire qualcosa sui temi che riteniamo più centrali. Con l'occasione segnaliamo il numero di Micromega dedicata alla diseguaglianza in cui v'è un nostro contributo. Ci sentiamo assai dissenzienti verso altri contributi, e scriveremo qualcosa nei prossimi giorni.

Il pareggio di bilancio in Costituzione
Sergio Cesaratto
Negli altri interventi sono stati commentati articoli che in genere mostrano la bellezza della Costituzione e ne lamentano l’inapplicazione. A me tocca l’ingrato compito di commentare un articolo, quello n. 81 recentemente introdotto (e in vigore dal 1 gennaio 2014) sul pareggio di bilancio. Qui la Costituzione è brutta, e auspichiamo la disapplicazione o meglio la cancellazione dell’articolo.
Vi è un  motivo di principio  per cui tale introduzione è stata sbagliata: una Costituzione, credo, debba affermare principi generali, non condividere singoli punti di vista (che so, l’evoluzionismo piuttosto che il creazionismo). La logica del pareggio in bilancio rispecchia una precisa teoria economica, quella neoclassica dominante, per giunta nelle sue versioni più conservatrici. E’ la medesima logica oscurantista che ha condotto a inscrivere l’indipendenza della BCE con unico obiettivo di combattere l’inflazione nel pseudo- statuto Europeo. Belle e buone violazioni della democrazia. Vogliamo poter votare per governi progressisti che perseguano la piena occupazione, e solo in subordine l’inflazione, attraverso politiche monetarie e fiscali espansive, ma sono le medesime Costituzioni a impedircelo! Per cui anche la riforma dello statuto della BCE è un obiettivo dei progressisti per rimuovere il primo grande ostacolo alla ripresa e alla democrazia europee – l’altro essendo le politiche di austerità e l’assenza di istituzioni europee adeguate.
E’ vero che fatta la legge, trovato l’inganno. Nessuno si sogna più che pareggio di bilancio e fiscal compact possano seriamente trovare applicazione (prova ne è la caramellina che l’Europa ha concesso all’Italia nel poter ridurre i crediti delle imprese verso la PPAA). Ma la questione è che questo limbo di sotterfugi, quando non di azioni negative, in cui l’Europa giace da quando è cominciata la crisi deve finire, in un modo o nell’altro. Il nostro paese sta morendo, se non ve ne siete accorti. A differenza del pareggio di bilancio e del’indipendenza della BCE che riflettono precise teorie economiche, l’adozione dell’Euro – che, suppongo, pure in questa piazza ancora qualcuno vorrebbe inscritta in Costituzione – è stata effettuata in violazione di qualunque logica economica, se non quella assai politica di importare la disciplina tedesca. Mentre a giocare allo sport preferito dai tedeschi abbiamo regolarmente perso, l’Euro oggi non è fallito, sta funzionando benissimo nel cercare di demolire a colpi di disoccupazione le conquiste di oltre un secolo. Ma naturalmente anche in questa piazza si mormorerà che le colpe sono nostre (o magari della finanza cattiva) e non dell’Euro. Di colpe ne abbiano molte, lo sappiamo tutti. Ma se non si acquisisce la consapevolezza che l’Europa così come è stata congeniata porta esattamente a questi risultati, non si avrà mai la capacità di andare in Europa con schiena dritta e idee chiare per affermare che la nostra Costituzione fonda la democrazia sul lavoro, e non sull’euro. Se l’unione monetaria cambia, bene, sennò amici come prima, senza terrorismi su cosa potrà mai accadere. Peccato che il M5S stia perdendo questa occasione per condizionare un nuovo governo in questa direzione.