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venerdì 13 gennaio 2012

Prof. Monti, dopo Berlino dove si va?

Con un bell'inserimento in prima Micromega on line ha oggi (venerdì 13 gennaio) pubblicato questo pezzo con il titolo e l'incipit qui sotto.


 

Dopo Berlino dove si va?
Lettera aperta a Mario Monti

di Sergio Cesaratto Caro Professore, finalmente lei ha parlato chiaro con la Merkel: guardi signora, che se l’Europa non si smuove, qui si va a fondo tutti. Bravo! Ora però anche lei deve rivedere la sua impostazione per rilanciare la crescita, tutta incentrata sul “lato dell'offerta”. Senza rilancio della domanda europea e italiana la crescita non vi sarà mai.

sabato 17 settembre 2011

Le pensioni e l’Europa

Pubblichiamo un articolo con Turci su Il riformista dedicata alla questione pensionistica nel contesto delle manovre (ormai si deve usare il plurale). Nel frattempo il ministro del Tesoro americano Geithner ha partecipato all'Ecofin (la riunione dei ministri finanziari europei) esortandoli a fare di più. Una buona idea che è circolata, sostenuta sembra di capire da Geithner, è di usare i fondi dell'EFSF (il fondo europeo di sostegno ai paesi indebitati) non direttamente, ma per sostenere il capitale della BCE che così potrebbe acquistare titoli pubblici per un multiplo dei 440 miliardi di euro di dotazione dell'EFSF. Naturalmente la BCE potrebbe farlo ugualmente, essa può infatti stampare moneta illimitatamente senza bisogno di un capitale proprio. Ma una misura del genere tranquillizzerebbe i cuori e le menti pavide che ritengono che la BCE sia una banca come le altre e se acquista titoli che poi perdono valore questo costituisca per lei un problema (come se un falsario che stampi 100 mila euro e poi li perda al gioco abbia qualche problema a stamparne altri 100 mila). Naturalmente gli europei han detto orgogliosamente che al disastro ci vogliono andare senza i buoni consigli di zio Sam. Nella rubrica a fianco di "Segnalazioni dal web", una guida del Financial Times sulle conseguenze di un default della Grecia.

venerdì 26 agosto 2011

Iniqua e inutile

Pubblicheremo nei prossimi giorni, non appena usciti, due interventi con Turci su L'Unità e Nel merito, ambedue critici dell'impostazione di politica economica del PD. Anticipando l'incipit del primo, scriviamo: <l’asse portante della proposta economico-politica del PD si basa sulla condivisione della necessità dei tagli di bilancio, in Italia come nel resto dell’Europa, sebbene dissenta nei contenuti dalla manovra presentata dal governo. Questo asse deriva, a nostro avviso, da una profonda incomprensione da parte dei vertici del PD – non certo soli in questo – della dimensione europea della crisi in corso. Nel pur apprezzabile decalogo delle proposte  presentate dal segretario Bersani ... la questione europea viene liquidata in cinque righe con un generico richiamo alle proposte dei partiti “progressisti” europei e affermando che “soltanto un governo politico dell’area euro per lo sviluppo sostenibile e la gestione comune dei debiti sovrani … può dare senso alle politiche di austerità”, politiche considerate, dunque, pienamente legittime.> Il termine "austerità" evoca a noi i fantasmi inquietanti della fine degli anni settanta.